Davos
Oltre 50 leader mondiali attesi al WEF da lunedì
Keystone-ats
10.01.2023 16:41

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In totale è previsto che partecipino oltre 2700 persone, provenienti da 130 Paesi. Si vocifera di un possibile blitz del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Lunedì inizia il Forum economico mondiale di Davos e nei Grigioni è atteso un numero record di leader mondiali. Secondo quanto dichiarato oggi dagli organizzatori nell'ambito di una conferenza stampa di presentazione a Ginevra, nella località di montagna grigionese arriveranno 52 fra capi di Stato e di governo. In totale, è previsto che al WEF partecipino oltre 2700 persone, provenienti da 130 Paesi. Da notare come quest'anno il forum torni nella sua collocazione tradizionale - la seconda metà di gennaio - dopo lo stop forzato del 2021 e lo spostamento a maggio nel 2022, sempre a causa della pandemia. A indossare i panni del padrone di casa ci penserà il neo presidente della Confederazione Alain Berset che, oltre a farsi carico del discorso di apertura, presiederà una riunione di una ventina di ministri della cultura europei. Tra i consiglieri federali, l'unica assenza sarà quella di Elisabeth Baume-Schneider.
Presenti e assenti
Non mancherà qualche pezzo grosso della scena politica internazionale, come il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la presidente della Commissione europea, la sua connazionale Ursula von der Leyen. Tra gli altri presenti anche il presidente polacco Andrzej Duda e il suo omologo serbo Aleksandar Vucic, così come il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, quello olandese Mark Rutte e la premier finlandese Sanna Marin. Per quanto riguarda le varie istituzioni, ci sarà la numero uno della Banca centrale europea, la francese Christine Lagarde, e la direttrice operativa del Fondo monetario internazionale, la bulgara Kristalina Georgieva. Nell'elenco di big figurano pure il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres e quello della Nato Jens Stoltenberg. Tuttavia, sono parecchie le potenze che hanno rinunciato a inviare nei Grigioni i loro rappresentanti di più alto spicco. È il caso ad esempio di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Cina, mentre la Russia viene ormai boicottata per i noti motivi. Si vocifera di un possibile blitz del presidente ucraino Volodymyr Zelensky (la guerra nel suo Paese sarà ancora all'ordine del giorno), un'indiscrezione che però per ora non ha trovato conferme ufficiali.
"Collaborazione in un mondo frammentato"
Il tema scelto per l'evento è "La collaborazione in un mondo frammentato". In questo momento infatti, spiegano gli organizzatori in una nota a margine della conferenza stampa, molteplici crisi stanno aggravando le divisioni e lacerando il panorama geopolitico. I leader devono quindi affrontare i bisogni immediati dei cittadini e al contempo gettare le basi per un mondo più sostenibile e resiliente entro la fine del decennio. "Dobbiamo rafforzare la cooperazione tra i settori governativo e imprenditoriale, creando le condizioni per una ripresa forte e duratura", ha affermato il fondatore e presidente esecutivo del WEF Klaus Schwab. Il programma del 53esimo meeting annuale dei grandi del pianeta si concentrerà sulle soluzioni e sul rapporto pubblico-privato per affrontare le sfide più urgenti del mondo come la minaccia di una recessione globale, senza dimenticare la crisi energetica e i cambiamenti climatici.

