Crans-Montana
Parla Gabrielli: «I Moretti? Come una famiglia. E la sicurezza c’era»
Redazione
21.01.2026 18:14

Foto: Jean-Christophe Bott - Facebook
A tre settimane dalla tragedia al bar Le Constellation, Jean Marc Gabrielli rompe il silenzio, difende i Moretti e ricostruisce gli attimi dell’incendio costato la vita alla sua compagna Cyane
A tre settimane dalla tragedia di Crans-Montana al bar Le
Constellation, a prendere parola per la prima volta c’è stato il 33enne Jean‑Marc
Gabrielli, figlio di un amico di Jacques Moretti e compagno della barista Cyane,
deceduta la notte di Capodanno. Una figura molto vicina alla coppia Moretti, al
punto di venir considerato «come un figlio» dallo stesso Jacques. Gabrielli, in
un’intervista rilasciata all’emittente francese Bfm, ha difeso la coppia, affermando
di provare una forte stima nei loro confronti. «Sono persone che fanno le cose
con passione, presenti nei loro affari e pieni di umanità. Hanno lavorato e
lavorano tanto». Gabrielli ha poi voluto smentire le moltissime voci – alcune giunte
dai dipendenti stessi del bar – secondo cui non c’erano misure di sicurezza. «Gli
estintori c’erano, e saremo in grado di dimostrarlo».
I lavori di Gabrielli
Di origine corsa come i Moretti, Gabrielli aveva il compito
di occuparsi della gestione del Vieux Chalet, una baita-ristorante sopra Lens, ovvero
uno dei tre locali riconducibili ai Moretti in Vallese. Proprio al Vieux Chalet,
una scena in particolare avrebbe attirato l’attenzione non solo dei media, ma
anche degli inquirenti: in alcune immagini riprese dalle telecamere si notano
alcune persone impegnate nel trasporto di scatoloni e di un mobile dal retro. E
stando a una segnalazione anonima gli investigatori starebbero effettuando
alcune verifiche anche se il locale non è stato posto sotto sequestro.
Il suo ruolo la notte della tragedia
Ma torniamo a quella tragica notte del 1° gennaio.
Interrogato dalla polizia, Gabrielli avrebbe dichiarato di trovarsi nel bar solo
per vedere Cyane, dopo aver terminato il turno al Vieux Chalet. Non era,
quindi, presente al momento dell’incendio. E qui, tuttavia, le contraddizioni
non mancano. Alcuni testimoni avrebbero raccontato agli inquirenti che
Gabrielli era presente all’ingresso del Constellation per «selezionare» gli
avventori, senza però controllare loro i documenti. Una testimonianza confermata
da un altro cliente di quella notte.
Gli attimi dell’incendio
Raccontando poi gli attimi di inferno, Gabrielli ha
descritto un movimento di massa improvviso verso la veranda, con gente che
cercava di uscire in preda alle urla. Ed è proprio in quegli attimi che Jessica
Moretti gli avrebbe detto che il locale stava andando a fuoco. «Era il caos. Le
persone giacevano una sopra l’altra sul pavimento, alcune bruciavano. Ci siamo
trascinati per salvare diverse persone prive di sensi». Una volta domate le fiamme, Gabrielli ha
raccontato di essere subito rientrato nel locale, dove assieme a Jacques e a un’altra
persona avrebbero poi sfondato la porta di servizio al piano terra, dove hanno
trovato Cyane senza vita. In base ai primi accertamenti, la giovane aveva
tentato la fuga dalla porta di sicurezza sul retro del bar, chiusa.

