Corona-Leaks
Per la stampa svizzera Berset gioca “il tutto per tutto”
Keystone-ats
26.01.2023 11:31

I media svizzeri commentano le dichiarazioni rilasciate ieri da Alain Berset in merito alla vicenda delle fughe di notizie. Per alcuni il consigliere federale “è con le spalle al muro”, altri si chiedono se la “fiducia ristabilita” tra il ministro socialista e il resto del governo rimarrà tale.
Il presidente della
Confederazione Alain Berset gioca il tutto per tutto: è questo il tenore del
panorama della stampa svizzera dopo che il ministro dell'interno ha affermato
ieri, tramite il portavoce del Consiglio federale, di non essere a conoscenza
delle indiscrezioni sul coronavirus nel suo dipartimento. Con questa smentita
Berset "fa dipendere la sua reputazione, la sua credibilità e
probabilmente anche la sua permanenza in governo dal fatto che non si possa
dimostrare che egli sia a conoscenza o addirittura complice degli atti - finora
non provati e contestati", si legge nelle testate del gruppo Tamedia.
“Con le spalle al muro”
Per la "Neue
Zürcher Zeitung" Berset “è con le spalle al muro". Se si scoprisse
che ha mentito, sarebbe finita. Secondo il giornale, il fatto che il ministro
socialista non fosse a conoscenza delle attività del suo capo delle
comunicazioni di allora, Peter Lauener, non è plausibile. "La nonchalance
con cui lo abbandona è quasi inquietante".
Il "Blick" critica il silenzio di Berset
Il "Blick"
ha criticato la laconicità di Berset, il quale ha solo promesso di collaborare
pienamente con le Commissioni della gestione (CdG) del Parlamento. "Anche
quando gli è stato chiesto perché partecipasse alla conferenza stampa se non
aveva intenzione di dire nulla ai giornalisti, non ha proferito parola",
scrive il giornale. Nella dichiarazione rilasciata ieri dal portavoce del
Consiglio federale André Simonazzi dopo la riunione del governo, si afferma che
l'esecutivo continuerà a lavorare "sulla base della fiducia ristabilita. Resta
da vedere se rimarrà tale", commenta il "Blick".
“Alta tensione in Consiglio federale?”
Le testate "CH
Media", invece, descrivono la dichiarazione rilasciata come
"nient'altro che un severo rimprovero dei suoi colleghi del Consiglio
federale". Tuttavia, l'esecutivo sembra aver chiuso la questione. Secondo
il "24 Heures", nonostante il linguaggio burocratese si capisce che
la tensione in Consiglio federale è stata alta. Dall'atteggiamento di Berset e
leggendo tra le righe delle dichiarazioni di Simonazzi si poteva capire che il
ministro dell'interno doveva aver trascorso una brutta giornata. Il fatto che
Simonazzi abbia detto che il Consiglio federale abbia condotto una discussione
"approfondita", secondo il giornale significa che le discussioni sono
durate e che il collegio non si sia limitato a bacchettare il direttore del
Dipartimento dell’interno, ma lo abbia messo sulla graticola.
La vicenda
La "Schweiz am
Wochenende" ha riferito circa una decina di giorni fa che l'ex capo della
comunicazione di Berset, Lauener, aveva ripetutamente passato a Ringier,
editore tra l'altro del "Blick", informazioni confidenziali sulle
misure per contrastare il Covid previste dal Consiglio federale. Il domenicale,
secondo proprie informazioni, si basa su e-mail e verbali di interrogatori a disposizione
della redazione. In particolare, è stato affermato che le proposte del
Dipartimento federale dell'interno (Dfi) erano state comunicate in anticipo. Un
gruppo di lavoro delle CdG sta ora esaminando la questione.

