Circolazione
Pirateria stradale, il dietrofront del Parlamento “è preoccupante”
Redazione
01.03.2023 21:00

Il deputato Fabio Regazzi (Il Centro) commenta il parziale dietrofront deciso dal Consiglio nazionale sulle punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada”. “La soluzione scelta in prima battuta era sicuramente migliore”.
“Da questa decisione esce un segnale preoccupante”. Così si è
espresso il consigliere nazionale centrista Fabio Regazzi nel commentare la
decisione presa oggi dal Parlamento svizzero, il quale ha accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i
reati di pirateria stradale. Il Consiglio nazionale, adeguandosi agli Stati,
ha fatto così un parziale dietrofront circa le punizioni inflitte ai cosiddetti
"pirati della strada", le cui pene debbono rimanere dissuasive e non
vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle Camere.
“Tempo fa avevamo trovato
un compromesso che ritenevo accettabile e che allentava queste disposizioni estremamente
rigide di Viasicura”, spiega Regazzi, intervistato dal vicedirettore del
Corriere del Ticino Gianni Righinetti. Poi, improvvisamente, “c'è stato un cambio
di rotta, un’inversione di marcia da parte del Parlamento, che su pressione dell'Associazione Roadcross ha deciso di ritornare alla versione originale, con
qualche piccolo miglioramento assolutamente insufficiente”.
“Si modificano decisioni già prese con una modalità discutibile”
Ciò che è preoccupante, secondo Regazzi, è che il Parlamento “si
faccia mettere in scacco da un’Associazione che fa la voce grossa minacciando il
referendum, e decida di ritornare sui propri passi”. Questo “apre la strada ad operazioni
analoghe in futuro: quando si tratterà di discutere altri temi basterà
minacciare il referendum”. In questo modo “si modificano le decisioni già prese
con una modalità molto discutibile”.
Le eccezioni
Rimane comunque un
margine di discrezione: la legge consentirà infatti al giudice di infliggere
una pena inferiore qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a
causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento
della velocità massima sia stato commesso per motivi "onorevoli", ad
esempio in caso di urgenza. Come
detto, però, per Regazzi “è troppo poco. La soluzione uscita in prima battuta
era sicuramente migliore”.
La proposta precedente
Ricordiamo che in
un primo momento le Camere avevano optato per una soluzione più favorevole agli
automobilisti (stralcio della pena minima di un anno per infrazioni gravi, ad
esempio), suscitando però l'opposizione di alcuni ambienti, in particolare dell'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, Roadcross.

