Pericoli
Porno, più regole per proteggere i minori
Teleticino
19.08.2022 08:05

Foto: © Shutterstock
In Svizzera una mozione che approderà agli Stati chiede regole più severe per proteggere i minori di 16 anni. Ma esiste un sistema efficace e non aggirabile con un click?
11 anni. È l’età
media in cui i minori hanno acceso ai siti porno. Un campanello
d’allarme che ha spinto la politica a tirar fuori dai cassetti il tema della
tutela dei minori. L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha chiesto
ai governi di introdurre misure per fermare "la crescente l’esposizione
dei minori alla pornografia".
Anche in Svizzera si chiedono regole più severe
In Svizzera la questione è stata sollevata dal consigliere nazionale
del Partito Evangelico Nik Gugger, che con una mozione chiedeva una legge
anti-pornografia per i minori di 16 anni. Legge che in realtà esiste, la 197
del Codice penale, che punisce fino a 3 anni di detenzione chiunque renda
accessibili a una persona minore di sedici anni contenuti pornografici. Ma
secondo Gugger non basta visto che viene palesemente ignorata. L'intenzione è quella
chiamare in causa i fornitori dei servizi di telecomunicazione, che dovrebbero
oscurare i siti internet che offrono contenuti pornografici, senza adottare
misure tecniche sufficienti per proteggere i minori di 16 anni.
Registrare l'età con la carta di credito?
Una
proposta di controllo che a molti fa già storcere il naso per ragioni di
privacy sarebbe la registrazione dell'età con una carta di credito. Dopo l’ok
del Nazionale, questa settimana è arrivata la luce verde anche della Commissione
del Consiglio degli Stati con 9 voti a favore e due astensioni. Il Consiglio
federale aveva già dato preavviso negativo ma tra i promotori c’è un certo
ottimismo che anche il Consiglio degli Stati voti a favore.
In altri paesi
Il problema
accomuna molti paesi e ognuno lo sta affrontando a modo suo. Nel Regno Unito sui siti per adulti è in
programma un giro di vite con la legge sulla sicurezza online, che obbligherà
il sito porno alla verifica dell’età degli utenti, pena una multa fino al 10%
del fatturato annuo fino al blocco del sito. In Cina siamo all’estremo: la
pornografia è illegale dal 1949 e chi trasgredisce rischia fino all’ergastolo.
Le autorità cinesi sono arrivate anche a offrire 86.000 dollari di ricompensa a
chi denunciava sospettati di aver guardato materiale pornografico. Intanto
poche settimane fa alcuni ricercatori cinesi hanno brevettato un elmetto capace
di “leggere la mente dell’uomo” e di capire se sta guardando dei contenuti
sessualmente espliciti.
Come evitare di aggirare i sistemi
Ma torniamo nel
nostro paese. Esiste un sistema efficace e non aggirabile con un click? Lo
abbiamo chiesto ad Alessando Trivilini, responsabile del Servizio informatica
forense della Supsi. “A
monte significa mettere un canale di accesso che si assicuri per esempio attraverso
un numero di telefono, che per ottenerlo bisogna passare da una persona
maggiorenne. Oppure da un indirizzo email ritenuto autorevole, che per ottenerlo
bisogna registrarsi con un numero di telefono riconducibile ad una persona
adulta, grazie alla quale la piattaforma può dimostrare che la persona che
accede ai propri contenuti dichiaratamente pornografici accetta il consenso e
quindi si prende le responsabilità. Se
il minore non ha questa autorizzazione sarà il genitore che avrà il compito di
equipaggiare il telefonino, il computer o il dispositivo digitale che ha deciso
di acquistare per il proprio figlio, di applicazioni con dei filtri adeguati per
evitare che possa accedere a quei siti. Esistono i controlli parentali da tanto
tempo, sempre più raffinati, anche per telefonini mobili, ma sappiamo che in
questo contesto la curiosità adolescenziale è più forte. Fatta una regola
tecnica emergono molti inganni: si possono bypassare i giovani, che sanno che
c'è internet e spesso sanno la password impostata dal genitore per accedervi".

