Rapporti Svizzera-Ue
Presentata un’iniziativa per riattivare i negoziati con Bruxelles
Keystone-ats
30.08.2022 10:32

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Diversi attori della società civile chiedono “una cooperazione attiva con l’Unione europea” e spingono il Consiglio federale “ad agire senza indugio per riattivare i negoziati”. Sarà lanciata se la situazione non dovesse sbloccarsi.
Dal momento che la politica europea del Consiglio federale s'è
impantanata dopo il "no" elvetico all'accordo istituzionale, tocca
alla società civile e ai partiti progressisti costringere il parlamento e,
soprattutto il Consiglio federale, ad agire senza indugio per riattivare i
negoziati con l'Ue.
È con questa motivazione che diversi attori della società civile,
tra cui i Verdi, Operation Libero e l'Associazione svizzera degli studenti, ha
presentato oggi il testo dell'iniziativa sull'Europa. Quest'ultima sarà
effettivamente lanciata qualora la politica dovesse dimostrarsi restia ad
elaborare le basi del futuro approccio europeo della Confederazione e l'esecutivo
non dovesse avviare rapidamente colloqui con Bruxelles.
Stando ai promotori dell'iniziativa, il parlamento dovrebbe
cogliere l'opportunità, già in settembre, per affidare un mandato chiaro al
governo affinché venga preparata una legge sull'Europa che potrebbe prescrivere
al Consiglio federale gli stessi obiettivi dell'iniziativa. Agendo in questo
modo si risparmierebbe tempo prezioso. L'iniziativa, insomma, intende sostenere
il percorso parlamentare, non sostituirlo.
Cosa chiede l’iniziativa
A detta dell'Alleanza per l'Europa, l'iniziativa richiede da parte
elvetica una cooperazione attiva con l'UE. Il punto centrale è il mandato
vincolante al Consiglio federale di avviare immediatamente trattative per
chiarire le questioni istituzionali. Il governo dovrebbe negoziare senza
indugio quei trattati che rendono possibile una soluzione istituzionale e sottoporli
al Parlamento.
Benché
questa iniziativa sia promossa da un gruppo ristretto, le principali
organizzazioni elvetiche sono state contattate per redigerne il testo.
"Questa iniziativa sarebbe accettabile almeno per il PS e i Verdi",
ha dichiarato ai media Sanija Ameti, co-presidente del movimento Operazione
Libero.
Il
testo dell'iniziativa cita esplicitamente la tutela delle condizioni di lavoro,
conditio sine qua non per la sinistra e i sindacati, ha fatto presente. Lascia
inoltre aperta la questione della forma di una futura eventuale associazione
all'UE: un percorso bilaterale rinnovato, un accordo quadro istituzionale o, a
lungo termine, l'adesione allo Spazio economico europeo.
"Ma
per paura di divisioni interne, il Consiglio federale e i partiti di governo
hanno rinunciato a trovare una soluzione politica: nessuno vuole metterci la
faccia prima delle elezioni del 2023", ha precisato Ameti. Per questo il
Parlamento deve agire prima di questa scadenza.
"Siamo convinti che il Consiglio degli Stati si muoverà su questo tema"
Le speranze sono riposte sulla Commissione di politica estera del
Consiglio degli Stati che tratterà lunedì, per la seconda volta, un'iniziativa
parlamentare del Consiglio nazionale che chiede di facilitare le relazioni
bilaterali e di perseguire l'integrazione europea in modo settoriale.
Lo
scorso ottobre, la stessa commissione aveva espresso un primo parere negativo.
Se rinnoverà il proprio "niet", l'iniziativa parlamentare verrà
esaminata dalle Camere. "Siamo convinti che il Consiglio degli Stati si
muoverà su questo tema", ha affermato fiduciosa la consigliera nazionale
Sibel Arslan (Verdi/BS). Ma se tutte le soluzioni dovessero fallire alle
Camere, o se la legge prevista non fosse abbastanza vincolante, lanceremo
ufficialmente la nostra iniziativa sull'Europa, ha avvertito la deputata
basilese.

