Società
Protezione di minori e adulti, positivo il bilancio dopo 10 anni
Keystone-ats
01.09.2022 09:01

Foto: ©Gabriele Putzu
Delle 145mila persone assistite due terzi sono adulti con problemi mentali o difficoltà nella gestione delle proprie finanze, gli altri sono minori con genitori in conflitto o incapaci di accordarsi sui diritti di visita. Proposte anche alcune migliorie.
È positivo il
bilancio per i 10 anni del nuovo diritto in materia di protezione di minori
e adulti. Lo afferma la Conferenza dei Cantoni per la protezione dei minori e
degli adulti (COPMA), la quale ha anche individuato alcuni aspetti da
migliorare.
Cosa è cambiato
Dal 2013, bambini
maltrattati, genitori in conflitto o persone che soffrono di problemi psichici
beneficiano del sostegno dell'autorità di protezione dei minori e degli adulti
(APMA, o ARP in Ticino). Prima, in gran parte della Svizzera, le misure
venivano prese dai consigli comunali, si legge in un comunicato odierno della
COPMA.
Con il nuovo diritto,
l'interesse di bambini e adulti è stato messo in primo piano, si felicita la
Conferenza. In seno all'APMA (spesso nota anche con la sigla tedesca KESB), le
decisioni vengono prese da persone senza partito preso e che dispongono delle conoscenze
professionali specifiche.
"Questa
professionalizzazione è stata giudiziosa e rappresenta, col senno di poi, un
progresso importante in materia di politica sociale", ha detto la
segretaria generale della COPMA Diana Wider, citata nella nota. Ogni decisione
è oggi presa da tre esperti che possono contare su formazioni sociali,
giuridiche o psicologiche e può essere sottoposta all'esame di un tribunale
indipendente.
Gli aspetti da migliorare
Le persone
interessate sono per due terzi adulti, che hanno ad esempio problemi mentali o
difficoltà nella gestione finanziaria o amministrativa. I minori rappresentano
il terzo restante: spesso i loro genitori sono in conflitto e incapaci di
accordarsi sui diritti di visita.
Anche se il sistema
funziona, secondo la COPMA sono necessari più mezzi. Una curatrice o un
curatore gestisce spesso oltre 80 dossier simultaneamente, con un tempo di
lavoro che rappresenta in media un'ora e mezza al mese per ogni persona.
Idealmente, si dovrebbero gestire 60 casi di adulti o 50 di bambini.
Un altro
miglioramento possibile riguarda l'informazione alla popolazione. La
collaborazione fra attori istituzionali funziona bene, ma il loro lavoro deve
essere meglio presentato verso l'esterno, prosegue il comunicato.
Attualmente, 145'000
persone sono assistite nel quadro delle misure di protezione. "Nessuno è
al riparo dal ritrovarsi un giorno in una situazione difficile",
sottolinea la COPMA, che ammette come il sistema d'aiuto possa in un primo
momento risultare destabilizzante.
Per ridurre le
incertezze, serve quindi una sensibilizzazione, con una maggiore presentazione
delle attività dell'APMA, dei suoi metodi di lavoro o ancora dei compiti
svolti.
Giornate di studio
La COPMA riunisce
oggi e domani oltre 500 collaboratori dell'APMA a Friburgo per le Giornate di
studio nazionali. Quale parte dei Cantoni, COPMA è una conferenza
intercantonale specializzata che coordina le operazioni fra le varie realtà
cantonali.
Le APMA sono invece
nei Cantoni una sorta di tribunale con autorità quasi giuridica, che ordina le
misure di protezione. Curatrici e curatori sono dal canto loro le persone che
mettono in pratica tali misure.

