Elezioni federali
Quale sarà il futuro di Ignazio Cassis in Governo?
Redazione
02.12.2022 08:06

Foto: © Chiara Zocchetti
Il consigliere federale Ignazio Cassis dovrebbe rimanere al Dipartimento Affari Esteri oppure le imminenti votazioni rappresentano per lui il momento giusto per cambiare? Il vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti lo ha chiesto ad alcuni consiglieri nazionali ticinesi. Gysin (Verdi): “Mi sorprenderebbe se volesse cambiare”. Marchesi (Udc): “Se pensa di non avere più nulla da proporre nel suo Dipartimento potrebbe cogliere questa opportunità per cambiare”. Farinelli (Plr): “A pesare sarà il dossier Europa”.
Ormai ci siamo quasi. Tra meno di una settimana, per la
precisione mercoledì, scopriremo i volti dei due nuovi consiglieri federali che
prenderanno il posto dei dimissionari Ueli Maurer e Simonetta Sommaruga. Ma
oltre ai nomi, c’è un’altra questione che tiene banco: quella dei Dipartimenti.
E in questo senso, ancora più importante della data del 7 dicembre sarà quella
del 9 dello stesso mese, quando il nuovo Consiglio federale si riunirà per la
prima volta. In quel momento i membri del Governo dovranno dividersi i Dipartimenti.
Ma come avverrà questa suddivisione? Se nessun consigliere federale uscente manifesterà
interesse per uno spostamento, si distribuiranno tra i due neoeletti i due Dipartimenti
vacanti. Se invece qualcuno dovesse rivendicare o lanciare l’idea di un
cambiamento, si applicherebbe allora il diritto di anzianità. Ma quale sarebbe
l’opzione migliore per il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis?
Cambiare oppure rimanere agli Esteri? Il vicedirettore del Corriere del Ticino
Gianni Righinetti ha raccolto in proposito le opinioni di alcuni membri della
deputazione ticinese a Berna.
La “punzecchiatura” di Greta Gysin
Nel dare la sua risposta, la consigliera nazionale dei Verdi
Greta Gysin si è spinta oltre, facendo degli ulteriori ragionamenti politici. “La
mia impressione è che Cassis agli Esteri si trovi bene e mi sorprenderebbe se
volesse cambiare dipartimento”, ha detto la deputata. “Certo, se questo fosse
il suo desiderio, dopo 5 anni sarebbe il momento di farlo”. Ma ciò che interessa
di più a Gysin è “se Cassis sosterrà un eventuale desiderio del consigliere
federale Rösti, qualora lui venisse eletto naturalmente, di andare al Datec. Se
aiuterà quindi i colleghi Udc a portare il lobbysta del petrolio a capo del Dipartimento
dell’ambiente”.
L’auspicio di Piero Marchesi
“Se Cassis pensa di non avere più nulla da proporre nel suo
Dipartimento, soprattutto in relazione ai rapporti con l’Ue, potrebbe probabilmente
cogliere questa opportunità per cambiare e lasciare ad altri questa tema senz’altro
non facile”, ha affermato dal canto suo il consigliere nazionale democentrista
Piero Marchesi, al quale però interessa anche la nuova composizione del
Consiglio federale e capire come verranno ripartiti i Dipartimenti. “Auspico
che l’Udc possa giocare un ruolo nell’assumere anche la responsabilità del Datec,
dunque il Dipartimento dell’ambiente, in particolare. Ci troviamo in una
situazione molto complicata in ambito energetico e a mio avviso ci vuole un cambio
di passo importante e deciso per dare delle risposte e uscire dall’ideologia”.
Il ruolo del dossier Europa
Secondo il deputato del Plr Alex Farinelli, sulla
possibilità di cambiare Dipartimento “pesa chiaramente quello che è il dossier
Europa, cioè quali passi si possono fare su un tema estremamente importante per
la Svizzera”. Deve essere una valutazione di Cassis “capire se nei prossimi 3-4
anni su questa questione si potrà sbloccare qualcosa, e in quel caso potrebbe
essere sicuramente interessante rimanere al Dipartimento Affari Esteri”. Se
invece “dovesse vedere che su questo dossier c’è un muro e non si possono fare passi
avanti, potrebbe essere interessante optare adesso per uno spostamento”, anche
perché “sappiamo che non si può cambiare in ogni momento e con la prossima
elezione del Consiglio federale si apriranno verosimilmente diverse porte che
poi saranno chiuse negli anni in cui i membri del Governo, che prenderanno le responsabilità
dei Dipartimenti, rimarranno in carica”. Anche il centrista Fabio Regazzi ha parlato
della questione europea. “Questa è un’opportunità che probabilmente andrebbe
colta”, ha spiegato. “È evidente, però, che prima di cambiare Dipartimento
dovrebbe quantomeno dare un segnale sul dossier europeo, attribuendo il mandato
di negoziazione che al momento è ancora pendente”. Se così sarà “probabilmente
per lui uno spostamento sarebbe interessante. Penso ad esempio alla Sanità,
visto che si parla del fatto che Berset potrebbe passare a un altro Dipartimento”.

