L'intervista
Record di donazioni di organi, Merlani: "Una svolta epocale a livello morale"
Redazione
24.01.2024 20:55

Il dottor Paolo Merlani, direttore del Dipartimento medicina intensiva generale dell'EOC, spiega le ragioni del numero record di donazioni di organi registrato in Svizzera nel 2023.
Donazioni di organi in crescita nel 2023, anno cui in Svizzera è stato toccato un record: con oltre 200 donatori post mortem, l'aumento è stato del 22% rispetto all'anno prima. Ticinonews ne ha parlato con il dottor Paolo Merlani, direttore del Dipartimento medicina intensiva generale dell'EOC.
Per quali ragioni il numero dei donatori è aumentato nel 2023? E quali sono le
prospettive in vista dell'entrata in vigore della legge sul consenso presunto
votata nel 2022?
"Il perché questi sono aumentati è difficile da dire. Ci
sono diverse ipotesi ufficiali: da un lato si fa riferimento alla
digitalizzazione del procedimento, che fa sì che vanno persi meno potenziali
donatori. Dall’altro alla tecnica: ci sono adesso dei macchinari che permettono
di ottenere e di mantenere funzionali e vitali degli organi che una volta
andavano persi. Questo significa che ad esempio si possono prendere i cuori, i polmoni e i reni e
metterli in una macchina che riproduce la circolazione del sangue migliorando la qualità degli organi e
permettendo anche di ottenere delle donazioni da pazienti che sono meno in
forma e che hanno degli organi più malconci. Se sia solo questo oppure che nel maggio del 2022 avendo votato il famoso cambiamento della
legge verso un consenso presunto, io
sono convinto che c'è stata una sensibilizzazione alla problematica. E che quindi
le famiglie sono meglio informate, portando anche ad accettare con una
difficoltà minore la donazione di organi dei propri cari".
La legge sul
consenso presunto, votata dai cittadini nel 2022, segna una svolta
epocale? Quali cambiamenti porterà quando entrerà in vigore?
“Si e no, è epocale nei termini e nel fondamento morale, però in pratica cambierà poco. Finora, e ancora adesso, benché abbiamo votato per il nuovo modello siamo ancora in quello vecchio che chiedeva un consenso esplicito. Io dovevo aver messo una crocetta sulla tessera di donatore, o la famiglia mi doveva dire se il paziente che era deceduto avrebbe voluto donare gli organi o no. Si è passati adesso ad un consenso presunto, per cui si parte dal principio che siamo tutti donatori. Però all’interno di questo ci sono due modelli, uno nel senso stretto e uno nel senso largo. La Svizzera si è dotata del consenso presunto in senso largo: vuol dire che se la persona deceduta non ha detto niente, la famiglia è sempre in grado di fermare la donazione. E ancora più importante, se la persona deceduta non si è espressa e non non posso raggiungere nessun famigliare o altro, non posso procedere con la donazione. Il modello è eticamente e moralmente molto diverso, ma in pratica andremo sempre a chiedere alle famiglie cosa ne pensano. È epocale nel contenuto, ma nella forma sarà molto semplice”.
Abbiamo votato questa legge nel 2022, ma perché essa possa entrare in vigore occorrerà attendere ancora qualche anno, si parla del 2026 o 2027. Come mai?
“Prima di tutto perché non è solamente la votazione di
una legge che risolve una problematica, ma questa deve essere trasformata in
una legge d’applicazione, vale a dire in tante piccole leggi che ti dicono esattamente
chi, cosa e come si deve fare o non. Inoltre la legge fa riferimento
ai presupposti: primo, che l’informazione alla popolazione sia perfetta, cosa
che bisogna ancora migliorare; secondo, che ci deve essere un registro nazionale.
Questo registro nazionale, dove ognuno può inserire se vuole essere un
donatore o meno, deve essere creato dalla Confederazione. E qui alla radice c’è
un problema di privacy enorme, e in realtà ne stiamo
discutendo adesso a livello di Swisstransplant e Berna su quale sarà la
migliore soluzione. Molto probabilmente bisognerà prima mettere in alto l’identità
elettronica, quindi se si fa qualche calcolo prima del 2026 questa non sarà creata e prima del 2027 non verrà avviata la nuova modalità.
Tornando alla crescita della donazione di organi che si è registrata l'anno scorso, come leggerla? Sappiamo che nel settore c'è una carenza quasi endemica: questo 22% in più ha cambiato le cose o si tratta di un incremento importante che però non è risolutivo?
“Il numero di donazioni è aumentato, così come quello dei
trapianti. E infatti le persone in lista d’attesa sono per la prima volta
diminuite un pochino. Al posto di essere circa 1.400 sono circa 1.200. Però le
persone in lista d’attesa che sono decedute sono aumentate. Abbiamo avuto 92
pazienti che sono deceduti mentre aspettavano un organo. E questo è purtroppo
un record negativo di sempre. Non ne abbiamo mai avuto così tanti. Questo
numero di decessi è solamente la punta dell’iceberg. Perché in realtà quando una
persona è in lista la sua salute peggiora progressivamente e alla fine sta
talmente male che è tolta dalla lista perché non sopporterebbe l’operazione. E
quindi ci sono molti più pazienti che muoiono perché non ottengono gli organi. Un dato
ancora interessante dal punto di vista ticinese è che le persone domiciliate
nel cantone in lista d’attesa per un organo al 31.12.2023 erano 66".

