Svizzera
Richiedenti l’asilo violenti, Marchesi: "Espulsione invece di strutture speciali”
Redazione
17.12.2025 11:50

Foto: ©Gabriele Putzu
Il consigliere nazionale democentrista chiede di rinunciare alla creazione e all’estensione di strutture speciali per richiedenti l’asilo violenti, "in particolare laddove tali soluzioni comportino un aumento dei costi per la collettività”.
“Adottare tutte le misure necessarie per dare priorità
all’allontanamento dalla Svizzera dei richiedenti l’asilo che si rendono
responsabili di atti violenti o di gravi violazioni delle regole nei centri
federali (CFA)”. È la richiesta formulata in una mozione inoltrata al Consiglio
federale dal consigliere nazionale democentrista Piero Marchesi, in cui si chiede anche di rinunciare alla creazione e all’estensione di strutture
speciali per richiedenti l’asilo violenti, "in particolare laddove tali
soluzioni comportino un aumento dei costi per la collettività”. Si chiede
infine di garantire che i costi legati alla sicurezza e alla gestione dei CFA,
inclusi eventuali progetti pilota come quello previsto al centro Pasture di
Balerna-Novazzano, “non gravino ulteriormente sui contribuenti senza un chiaro
miglioramento della sicurezza”.
Il contesto
Il Consiglio federale ha annunciato che la Segreteria di
Stato della migrazione (SEM) intende avviare, a partire dall’estate 2026, un
progetto pilota per la gestione dei richiedenti l’asilo definiti “turbolenti”, che
con comportamenti violenti o gravemente inappropriati compromettono il
funzionamento dei CFA. Il progetto prevede l’alloggio di queste persone in
ambienti separati e dotati di dispositivi di sicurezza ad hoc, anche presso il
centro Pasture di Balerna-Novazzano. Secondo la SEM si tratterebbe di poche
decine di individui, ma in grado di generare problemi sproporzionati in termini
di sicurezza, gestione e costi. “Proprio per questo risulta incomprensibile
l’approccio proposto”, rileva Marchesi. “Invece di agire alla radice del
problema, procedendo all’allontanamento dalla Svizzera dei richiedenti l’asilo
violenti o recidivi, si sceglie di creare strutture speciali, con un
inevitabile aumento dei costi a carico dei contribuenti".
"Si rischia di trasmettere un segnale sbagliato"
Secondo il consigliere nazionale Udc, questa strategia "rischia
di trasmettere un segnale profondamente sbagliato: chi viola gravemente le
regole e mette a rischio la sicurezza del personale, degli altri richiedenti e
della popolazione, non viene sanzionato in modo efficace, bensì mantenuto sul
territorio svizzero in strutture dedicate e più costose". Inoltre, conclude, "regioni già
fortemente sotto pressione come il Ticino si vedono imporre ulteriori oneri e
rischi, senza aver voce in capitolo".

