Edilizia
Rinnovo del contratto nazionale, è di nuovo fumata nera
Redazione
23.11.2022 09:41

Foto: ©Gabriele Putzu
Gli impresari costruttori hanno proposto un aumento di 150 franchi per mese per gli stipendi del 2023. L’offerta è stata rifiutata dai sindacati. La discussione è rinviata a lunedì.
È andata in scena ieri
l’ottava tornata negoziale per il rinnovo del Contratto nazionale mantello
per l’edilizia principale. Allo scopo di trovare una soluzione ed evitare una
situazione di vuoto contrattuale, la Società Svizzera degli Impresari
Costruttori (SSIC) ha proposto un aumento generalizzato di 150 franchi per
mese per gli stipendi del 2023. Ciò corrisponderebbe al 3,3% in più di
salario per i redditi più bassi. Anche gli stipendi minimi aumenterebbero di
60 franchi. La proposta comprende inoltre diversi adeguamenti che consentirebbero
“una prima modernizzazione degli orari di lavoro”, si legge in un comunicato
della Società. I sindacati hanno però rifiutato questa proposta. Un'ulteriore
tornata negoziale avrà luogo lunedì.
“Fiducia nella prossima tornata negoziale”
La SSIC, si legge ancora, vuole spianare la
strada per la stipula del contratto. I
sindacati “non sono voluti entrare nel merito del modello di orario di lavoro
2023+ neppure durante l'ottava tornata di negoziati. Ne abbiamo dovuto
prendere atto con rammarico”. Con l'offerta attuale, la SSIC propone un
aumento salariale “superiore alla media e compie un passo importante verso i
sindacati per consentire la stipula di un contratto entro la fine di
quest’anno ed evitare una situazione di vuoto”. La Società si dice comunque
fiduciosa che si possa raggiungere un accordo durante la nona tornata
negoziale.
I punti salienti
Durante le trattative l’offerta ai sindacati è stata specificata
con i seguenti punti sostanziali:


