Clima
Ritirare l'iniziativa per i ghiacciai? "Solo a determinate condizioni"
Keystone-ats
05.10.2022 18:05

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Il popolo potrebbe non esprimersi sull'iniziativa per la protezione dei ghiacciai. Il comitato promotore, soddisfatto del controprogetto indiretto adottato dalle Camere, si è detto pronto a ritirare l'iniziativa a determinate condizioni.
I promotori sono disposti a rinunciare al voto sull’iniziativa per
i ghiacciai nel caso fosse accettato il controprogetto indiretto che viene un compromesso accettabile. Unico partito
contrario al controprogetto è l'UDC, che ha lanciato il referendum: se il
popolo dovesse effettivamente bocciare il controprogetto, i promotori
decideranno se sottoporre o meno al voto popolare la loro proposta di modifica
costituzionale. Se il disegno uscito dalle Camere verrà invece accolto alle
urne, l'iniziativa verrà definitivamente ritirata.
Un buon compromesso
Stando a una nota
odierna del comitato, il disegno di legge adottato nel corso della sessione
autunnale di settembre consente una protezione rapida ed efficace del clima,
favorendo nel contempo l'innovazione e la sicurezza energetica. Oltre 90
aziende si sono inoltre dette disposte ad azzerare le proprie emissioni di CO2
sull'esempio di quanto prevede il controprogetto, si legge nel comunicato. Altro
aspetto positivo: saranno soprattutto le piccole e medie aziende, ossia quelle
entità che hanno meno mezzi da investire nella protezione del clima, che
verranno sostenute dalla Confederazione nella rispettiva transizione ecologica.
Il referendum
Il controprogetto ha
raccolto il sostegno di un ampio ventaglio di partiti, ad eccezione dell'UDC
che, come ricordato, ha deciso di lanciare il referendum. Una volta ancora,
precisa la nota, questo partito fomenta la paura in una situazione di crisi
quando invece sono necessarie soluzioni condivise. Il comitato d'iniziativa si
dice fiducioso che il controprogetto indiretto otterrà il sostegno della
popolazione qualora si andasse a votare.
L'iniziativa
L'iniziativa
"Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)" chiede che a partire
dal 2050 la Svizzera non emetta più gas serra di quanto i serbatoi naturali e
tecnici di CO2 ne possano assorbire. Il testo prevede anche che entro tale data
andrebbero vietati i combustibili fossili. Eccezioni sarebbero ammesse solo per
applicazioni tecnicamente non sostituibili. L'iniziativa popolare è stata
depositata nel novembre 2019 con 113'824 firme valide. La proposta di modifica
costituzionale, lanciata dall'Associazione svizzera per la protezione del
clima, è sostenuta da organizzazioni ambientaliste, chiese e ricercatori.
Il controprogetto
Il controprogetto
prevede il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Per
riuscire a raggiungere l'obiettivo, il Parlamento ha deciso di sbloccare 2
miliardi di franchi per il risanamento energetico degli edifici e altri 1,2
miliardi per sostenere il settore industriale. La nuova "Legge
federale sugli obiettivi di protezione del clima" contiene l'obiettivo
delle emissioni nette pari a zero. Ciò significa che entro il 2050 le emissioni
di gas serra dovranno essere ridotte il più possibile, mentre le emissioni
residue dovranno essere sottratte dall'atmosfera attraverso le cosiddette
"emissioni negative". Contrariamente
all'iniziativa, la controproposta non cita esplicitamente alcun divieto di
vettori energetici fossili e prende in considerazione la situazione particolare
delle regioni periferiche e di montagna.
Le misure concrete previste
Tra le misure
concrete previste spiccano i 200 milioni all'anno per un periodo di dieci anni
destinati alla sostituzione di impianti di riscaldamento con carburanti fossili
e alla promozione dell'efficienza energetica degli edifici. A questo settore -
e a quello dei trasporti - è poi stato imposto l'obiettivo di emissioni di CO2
pari a zero. Altro elemento
contenuto nel controprogetto: la riduzione delle emissioni del settore
industriale del 90% entro il 2050. Anche qui è previsto un sostegno federale
tramite un programma di promozione delle tecnologie nel settore industriale.
L'impegno finanziario è pari a 1,2 miliardi spalmati su sei anni. Infine, la
legge prevede che i flussi finanziari possano, tramite convenzioni, venir
indirizzati verso investimenti rispettosi del clima.

