Lavoro
“Si agevoli l’utilizzo del veicolo privato da parte dei frontalieri”
Keystone-ats
31.01.2023 18:21

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
Attualmente i frontalieri possono utilizzare in Svizzera il loro veicolo per recarsi al lavoro, ma non durante il tempo di lavoro. La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale ha approvato una mozione che chiede un cambiamento in tal senso.
Un frontaliere deve
poter lavorare, se necessario, utilizzando il proprio veicolo privato e non per
forza quello dell'impresa che lo impiega. È quanto auspica una mozione
approvata dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale (CET-N)
già accolta dagli Stati nel dicembre scorso. Secondo l'autore della mozione, il
"senatore" Martin Schmid (PLR/GR), con oltre 360mila frontalieri
impiegati in Svizzera, questo problema pone innumerevoli lavoratori e ditte
svizzere di fronte a sfide finanziarie, logistiche e legali.
Cosa dice attualmente la legge
Secondo le
disposizioni vigenti, l'utilizzo di veicoli privati esteri in Svizzera è
ammesso per uso proprio, ma vietato per uso commerciale. In pratica, i
frontalieri o i soggiornanti settimanali residenti nell'UE possono utilizzare
in Svizzera il loro veicolo imposto e immatricolato all'estero per il tragitto
per recarsi al lavoro, ma non durante il tempo di lavoro. Per le ditte
interessate, l'acquisto di veicoli aziendali propri, o addirittura di bus
navetta per i collaboratori, non solo rappresenta un notevole onere
finanziario, ma le pone anche di fronte a delle sfide logistiche. Una
riflessione fatta propria dalla CET-N, indica una nota odierna dei servizi
parlamentari, secondo cui l'attuazione della mozione accoglie nel diritto
vigente una pratica esistente, stabilendo così condizioni chiare. Una minoranza
respinge la mozione.
Lavoro notturno e domenicale
Sempre nel corso
della sua riunione, la CET-N - 14 voti a 10 - raccomanda al plenum di approvare
la mozione della consigliera agli Stati Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU),
già accolta dalla camera dei cantoni, che chiede una flessibilizzazione
temporanea della legge sul lavoro in caso di penuria di energia. In concreto,
in una situazione di penuria, può essere necessario che le aziende facciano
lavorare i collaboratori quando i consumi sono più bassi, stando a
Gmür-Schönenberger. La maggioranza della CET-N crede che sia necessaria una
preparazione lungimirante delle basi legali affinché il Consiglio federale non
debba ricorrere alle sue competenze in materia di diritto di necessità in una
situazione di crisi. Una minoranza non vuole invece ammorbidire la legge sul
lavoro e reputa sufficienti le attuali possibilità per il lavoro notturno e
domenicale.

