Guerra in Ucraina
Statuto S, “coinvolgere chiunque chieda aiuto e protezione”
Ginevra Benzi
11.11.2022 09:57

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il Comitato contro la guerra e contro il riarmo chiede al Consiglio federale di estendere lo statuto di protezione S anche ad altri richiedenti d’asilo in fuga da situazioni di conflitto, come ad esempio i russi in fuga.
Lo statuto di protezione “S”, di cui godono le rifugiate e i
rifugiati ucraini, è prolungato fino al 4 marzo 2024 su decisione del Consiglio
federale. La motivazione di Berna è che “la situazione sul campo è troppo
instabile” e che “gli ultimi eventi dimostrano che per il momento non si
intravede una stabilizzazione della situazione e in tutta l’Ucraina si temono
ancora atti di guerra”. Inoltre, con la proroga dello statuto vengono prorogate
le misure di sostegno finanziario. Una scelta ritenuta giusta dal Comitato
contro la guerra e contro il riarmo, ma che in un comunicato stampa sottolinea
come “questa scelta non coinvolga tutti quelli che chiedono aiuto e protezione,
indipendentemente dal Paese di provenienza”.
“Estendere lo statuto S ai fuggitivi russi”
Il Comitato sostiene quindi due petizioni atte a estendere
questo diritto anche ai russi che fuggono “dalla repressione di Putin, in
particolare i giovani che vengono obbligati ad andare in guerra in Ucraina”. A sostegno
di quanto detto, nel comunicato viene evidenziato come “dopo la mobilitazione parziale
decretata da Putin, circa 600mila persone sono fuggite dalla Russia verso altri
Paesi”. Come alternativa queste persone hanno il rifiuto dell’obbligo militare
con pene fino a 10 anni, mentre per i disertori c’è la corte marziale. Pertanto
“la Svizzera deve estendere il permesso S anche a questi fuggitivi”.
Richieste d’asilo
A livello nazionale, il numero di migranti in cerca di
protezione e in fuga da situazioni di conflitto sta crescendo e secondo la
ministra Karin Keller Sutter entro fine anno in Svizzera saranno depositate
circa 24mila richieste d’asilo, che vanno ad aggiungersi ai circa 66mila
rifugiati ucraini con statuto S. In Ticino la pressione è in aumento e si
cercano nuovi posti d’accoglienza e nel mondo le persone che fuggono sono in
costante aumento. “La Svizzera non può fare differenze discriminatorie tra di
loro, non può dividere tra rifugiati che meritano e altri no. Indipendentemente
dal Paese di provenienza, dal colore della pelle o dalla religione, tutte
queste persone devono poter trovare un po’ di pace e la prospettiva di
ricominciare una vita senza l’incubo della guerra con tutti i drammi che
comporta”, scrive il Comitato, chiedendo al Consiglio Federale “di estendere il
diritto dello statuto S a tutte le persone che raggiungono la Svizzera in cerca
d’aiuto e che fuggono da situazioni di guerra”.

