Telecomunicazioni
Syndicom avverte sui pericoli della privatizzazione di Swisscom
Keystone-ats
15.03.2024 14:33

Foto: © Reguzzi
C'è la proposta di rendere ulteriormente privato il gigante della comunicazione. L'azenda offre un servizio pubblico essenziale per l'economia svizzera, "In caso di privatizzazione, queste entrate affidabili e ricorrenti verrebbero a mancare alle casse federali".
Attenzione a qualunque idea di privatizzare Swisscom: è la posizione di Syndicom, che giudica il servizio pubblico offerto dall'operatore Telecom come essenziale per l'economia del paese e per la popolazione. Attualmente vi sono proposte e discussioni riguardo al rendere ulteriormente privata Swisscom, oggi controllata al 51% dalla Confederazione: secondo il sindacato della comunicazione interventi di tal tipo sarebbero "estremamente dannosi per numerose ragioni economiche e politiche".
Swisscom è un servizio pubblico
"Anche Swisscom fa parte del collaudato servizio pubblico: è sinonimo di costante espansione dell'infrastruttura di telecomunicazione in tutta la Svizzera", argomenta Daniel Hügli, dirigente presso Syndicom, citato in un comunicato odierno. "Questo è garantito solo con la Confederazione come azionista di maggioranza". Secondo l'organizzazione dei lavoratori il servizio pubblico non comprende solo le forniture di base, ma anche la garanzia di investimenti sostenibili e a lungo termine nelle infrastrutture e nelle nuove tecnologie, dalla fibra ottica alle comunicazioni mobili 5G. "Questo va a vantaggio di tutta la popolazione e delle aziende elvetiche".
"No alla privatizzazione"
Swisscom versa inoltre ogni anno alla Confederazione circa mezzo miliardo di franchi in dividendi: per il 2022, questa cifra ha raggiunto i 581 milioni. In caso di privatizzazione, queste entrate affidabili e ricorrenti verrebbero a mancare alle casse federali, fa presente Syndicom, che chiede anche di essere coinvolto nelle discussioni sulla strategia che adotterà la Confederazione quale proprietario della maggioranza di Swisscom.

