Previsioni
Turismo invernale, "ci sarà un forte aumento dei pernottamenti"
Keystone-ats
03.11.2022 16:36

Foto: ©Carlo Reguzzi
Secondo l'istituto di ricerca Bak Economics "le prospettive sono favorevoli per il turismo svizzero nella stagione invernale. I timori riguardano l'evoluzione congiunturale".
Pernottamenti in crescita del 13%, pari a 16.4 milioni in totale. Sembra prospettarsi un inverno positivo per il turismo svizzero secondo l'istituto di ricerca BAK Economics, il quale per la prossima stagione invernale prevede un forte aumento dei pernottamenti rispetto alla scorsa stagione, ancora in parte segnata dalle restrizioni legate al coronavirus. Sussistono tuttavia timori riguardo
all'evoluzione congiunturale. Inoltre, stando a un comunicato odierno, le destinazioni turistiche elvetiche accoglieranno ancora una volta molti
ospiti svizzeri, a cui si aggiunge una crescita di quelli stranieri. Le prospettive del
BAK confermano le ipotesi formulate due settimane fa dal Centro di ricerca
economica del Politecnico di Zurigo (KOF), il quale si aspetta 17 milioni di
pernottamenti.
"Le famiglie hanno più soldi per le vacanze"
Benjamin Studer,
responsabile di progetto per il turismo presso BAK Economics, spiega nella nota
che l'inverno sarà caratterizzato soprattutto dagli effetti di recupero dopo la
pandemia tra gli ospiti stranieri e dalla continua elevata domanda del mercato
interno. Le famiglie hanno più
risparmi disponibili per le vacanze. E la Svizzera è percepita come un paese
che imporrebbe solo restrizioni lievi in caso di una nuova ondata di infezioni.
Ciò offre ai viaggiatori sicurezza nella pianificazione.
Le conseguenze della guerra sul turismo
Ma ci sono anche una
serie di fattori che rallentano la domanda turistica: il BAK cita la crisi
energetica innescata dalla guerra in Ucraina, l'inflazione e il rallentamento
economico. Si aggiunge il franco forte che rende i soggiorni più costosi per
gli ospiti stranieri, mentre le vacanze all'estero diventano più interessanti
per gli svizzeri. Inoltre il turismo
internazionale risente ancora delle conseguenze della pandemia e del conflitto
in Ucraina. Come in estate, secondo gli esperti del BAK, quasi nessun turista
proveniente dalla Cina o dalla Russia giungerà in Svizzera per le vacanze
invernali. Le elevate tariffe aeree ostacolano anche la domanda da parte di
altri mercati lontani, mentre il turismo d'affari si sta riprendendo solo
lentamente. Secondo l'istituto di
ricerca, i numerosi fattori negativi peseranno probabilmente sul settore dei
viaggi in Svizzera fino all'estate del 2023. Un ritorno dei pernottamenti in
Svizzera al livello pre-crisi è quindi possibile al più presto nell'inverno
2023/24, anche se in singoli mesi si registrerà già prima. L'estate scorsa il
numero di pernottamenti (22 milioni) si è già avvicinato al livello pre-Covid:
alla fine esso è stato inferiore solo del 3% a quello del 2019.

