Banche
UBS e la corsa al successore di Ermotti
Keystone-ats
11.03.2024 15:07

Foto: ©Gabriele Putzu
È cominciato il totonomi per la successione di Sergio Ermotti, verranno presi in considerazione sia candidati interni che esterni.
A quasi un anno dall'annuncio
dell'acquisizione di Credit Suisse (CS) - era la domenica 19 marzo 2023 - UBS
sta già pensando alla futura guida operativa che dovrà succedere a Ermotti. Stando agli osservatori, la probabilità che a vincere la gara sia un candidato
interno è elevata.
Ermotti, un dirigente ticinese
Va chiarito innanzitutto che il ritorno del
dirigente ticinese (già Ceo dal novembre 2011 all'ottobre 2020) sul ponte di
comando il 5 aprile 2023 era previsto solo per un periodo di transizione. Lo
stesso Ermotti aveva parlato di restare "almeno fino a quando il lavoro
sarà finito". In maggio il manager compirà 64 anni: nel 2026, data in cui
secondo i piani dovrebbe essere completata l'integrazione di CS, avrà quindi 66
anni, sarà cioè in piena età AVS.
I candidati interni
Non stupisce quindi che il totonomi sul successore
sia ormai partito da tempo. I candidati considerati al momento più gettonati
sono quasi esclusivamente interni a UBS: fra questi figurano Iqbal Khan,
responsabile amministrazione patrimoniale globale, e Sabine Keller-Busse, presidente
della direzione generale di UBS Svizzera. Si è parlato anche del capo
dell'investment banking Rob Karofsky, del responsabile del comparto asset
management Aleksandar Ivanovic e di Beatriz Martin Jimenez, che è fra l'altro
responsabile dell'unità di liquidazione nel corso della riorganizzazione di CS:
le chances di questo terzetto vengono però considerate limitate, almeno nella
prospettiva attuale.
I candidati esterni
Per quanto riguarda i papabili esterni alla successione del dirigente luganese, il nome più citato è quello dell'italiano Andrea Orcel, che dall'aprile 2021 è amministratore delegato dell'istituto italiano Unicredit ed è stato numero uno dell'investment banking di UBS dal 2014 al 2018. Secondo Inside Paradeplatz il 60enne sarebbe stato visto a Zurigo: il portale finanziario ipotizza che possa affiancare Ermotti come co-Ceo, per poi sostituirlo completamente.
L’attuale favorito
Il chiaro favorito, a detta degli esperti, appare
il 48enne Iqbal Khan, che si dice abbia un buon rapporto con Ermotti. Proprio
quest'ultimo lo aveva portato presso UBS nel 2019: in precedenza il manager,
figlio di una svizzera e di un pachistano, era attivo per Credit Suisse.
Inizialmente presso UBS aveva condiviso la guida dell'attività di gestione
patrimoniale globale con lo statunitense Tom Naratil: dal luglio 2022 è però
diventato l'unico responsabile della divisione principale dell'istituto e
appare quindi predestinato al posto di Ceo.
Forse ci sarà una donna alla guida della UBS
Buone possibilità vengono però attribuite anche a
Sabine Keller-Busse: la 59enne con una diversificata carriera alle spalle - ha
guidato un'impresa famigliare, ha lavorato per McKinsey, poi per Credit Suisse
e dal 2010 per UBS - sarebbe la prima donna a dirigere una grande banca
svizzera.
La tradizione del passaporto
Sia Khan che Keller-Busse hanno il passaporto
rosso, cosa che viene considerata un vantaggio: in passato vigeva infatti
l'usanza secondo la quale la carica di Ceo o di presidente del consiglio di
amministrazione (Cda) della più grande banca svizzera fosse detenuta da un
cittadino elvetico. Questa regola è stata infranta per la prima volta con la
nomina dell'olandese Ralph Hamers alla guida operativa, nel novembre 2020:
l'allora presidente del Cda era infatti il tedesco Axel Weber. Dall'aprile del
2022 l'organo di sorveglianza è per contro guidato da Colm Kelleher, 66enne con
passaporto britannico e irlandese. Da parte sua Hamers si è fatto da parte dopo
l'acquisizione di CS per lasciare agire Ermotti.

