Casse malati
“Un nuovo sistema tariffario contro l’aumento dei costi sanitari”
Keystone-ats
18.09.2022 09:50

Foto: IMmagine Cdt Zocchetti
Secondo il presidente di Santésuisse Martin Landolt, i costi sanitari potrebbero essere ridotti facendo maggiormente ricorso a tariffe forfettarie.
Un nuovo sistema
tariffario, con l'obiettivo di ridurre i costi sanitari: lo propone Martin
Landolt, neopresidente di Santésuisse, una delle due principali associazioni di
assicuratori malattia. "Probabilmente ancora quest'anno creeremo una nuova
organizzazione nazionale per le tariffe, coinvolgendo tutti i partner",
afferma il consigliere nazionale (Centro/GL) in un'intervista pubblicata oggi
dal SonntagsBlick. "Siamo convinti che i costi possano essere ridotti
facendo maggiormente ricorso a tariffe forfettarie, integrate da tariffe di
servizio individuali", aggiunge. Con questo approccio “gli oneri saliranno
meno ad esempio nel settore ospedaliero. Sono molto fiducioso al
riguardo".
"Cantoni e Governo fanno troppo poco"
Secondo Landolt vi è
una crescita dei costi che è legittima, ad esempio nelle cure, che stanno
diventando sempre più importanti con lo sviluppo della società. "Tuttavia le
opportunità di frenare la progressione rimangono inutilizzate perché il
parlamento, i cantoni e il Consiglio federale fanno troppo poco". A suo
avviso i problemi sono a tutti i livelli. "Se, ad esempio, un farmaco
generico costa il doppio in Svizzera rispetto all'estero, ciò non può essere
giustificato né dalle differenze di potere d'acquisto né dal buon senso.
Qualcuno deve correggere questa situazione. Un altro esempio è la densità di
medici, che a Ginevra è cinque volte superiore a quella del cantone di Obvaldo.
Sono convinto che se domani qualcuno a Ginevra volesse aprire uno studio medico
otterrebbe comunque un'autorizzazione". Secondo l'ex presidente del
Partito borghese democratico (2012-2021) oggi il sistema sanitario sarebbe
impostato in modo diverso. "Ma questo è il modo in cui è cresciuto
storicamente in uno stato federale", aggiunge. Bisogna però intervenire:
"preferirei che i cantoni si assumessero maggiori responsabilità di loro
iniziativa". Per esempio nel campo delle autorizzazioni degli studi medici
e degli ospedali.
Metri di giudizio diversi?
Sempre stando al
presidente di Santésuisse (in carica da giugno) "la presunta potente lobby
delle casse malattia non deve essere così potente, altrimenti avrebbe ottenuto
molto di più e i premi sarebbero più bassi". "I lobbisti delle
compagnie di assicurazione sanitaria non vengono misurati con lo stesso metro
di giudizio di quelli dei medici, degli ospedali o dell'industria
farmaceutica", si rammarica il 54enne. "Chi ha mandati nel settore
delle assicurazioni sanitarie o della finanza viene criticato, mentre chi li ha
nel turismo o in una casa di riposo viene considerato insospettabile". Anche
l'idea di limitare gli stipendi dei manager delle casse, fortemente aumentati
negli ultimi anni, viene considerata da Landolt "un'espressione di
impotenza che ha lo scopo di distrarre dalle vere sfide".

