Critical Mass
Una cinquantina di ciclisti in autostrada a Ginevra
Redazione
27.08.2022 13:53

Foto: Un raduno di ciclisti a Ginevra il 26 ottobre 2018 © Critical Mass Geneve
Gli attivisti della mobilità lenta sono stati bloccati dalla Polizia, che ha chiuso diversi svincoli al traffico per permettere la loro uscita. Non si sono verificati incidenti.
Una cinquantina di ciclisti del movimento "Critical Mass" (Massa
critica) hanno imboccato ieri sera l'autostrada a Ginevra, raggiungendo la
corsia centrale in un tratto dove i veicoli viaggiano a 80km/h. Una situazione
pericolosa, ha puntualizzato Joanna Matta, portavoce della polizia ginevrina,
raggiunta dall’agenzia Keystone-Ats. Le forze dell’ordine sono intervenute,
riuscendo a bloccare i ciclisti e chiudendo diversi svincoli al traffico per
alcuni minuti per permettere loro di uscire nuovamente dall’autostrada. Il
tutto si è risolto nel giro di 15 minuti e si è potuto evitare qualsiasi
contatto con le auto. Nessuno è stato arrestato, hanno precisato le forze dell’ordine.
Raduno nel pomeriggio davanti a Palazzo di giustizia
Molti dei partecipanti si erano riuniti nel pomeriggio davanti al Palazzo di
giustizia, dove sei loro compagni sono stati assolti da tutte le accuse legate
alla partecipazione a cortei in bicicletta risalenti al luglio 2021. Da tempo
ogni ultimo venerdì del mese gli attivisti per il traffico lento tengono in
diverse città svizzere cortei in bicicletta. In quello di ieri sera a Ginevra alcuni
cicilisti, attorno alle 21.10, hanno però deciso di imboccare il raccordo
autostradale.
Cos’è la Critical Mass
La prima "Critical Mass" si è tenuta
nel 1992 a San Francisco e da allora si è diffusa in altre città del mondo. A
Ginevra i cortei di ciclisti si tengono da circa 20 anni e ogni ultimo venerdì
del mese partono da l’île Rousseau
alle 18.30, si
legge sul sito degli attivisti. Non si tratta di una manifestazione che ha dei
responsabili, ma è un raduno spontaneo di ciclisti, skaters o di chi pattina a rotelle
che, una volta raggiunta una massa critica, possono imporsi nella circolazione
stradale “in un modo che un singolo ciclista non può fare”. La Critical Mass, si
legge, “non blocca il traffico, ma crea un ingorgo non inquinante per farsi
sentire e mettere gli automobilisti nella situazione abituale dei ciclisti: quella
di passare in secondo piano e subire le scelte altrui”.

