Covid-19
Vaccini, finora oltre 16'000 notifiche di effetti collaterali
Keystone-ats
25.11.2022 11:48

Foto: ©Chiara Zocchetti
Sono 16'212 le notifiche di sospette reazioni avverse relative ai vaccini anti-Covid-19 in Svizzera finora registrate. Lo comunica Swissmedic.
In Svizzera sono state registrate al momento oltre 16'000
notifiche di sospette reazioni avverse ai vaccini anti-coronavirus. Lo rende noto oggi Swissmedic, precisando
che il 61,8 % di queste sono state segnalate come "non gravi", mentre
il restante 38,2 % come "gravi", precisando che il 61,8 % di queste sono
state segnalate come "non gravi", mentre il restante 38,2 % come
"gravi".
I numeri
La maggior parte
(69%) ha riguardato il preparato anti Covid-19 Spikevax di Moderna, che è però
anche stato il più utilizzato in Svizzera, con il 63% delle dosi somministrate.
Il 28% delle notifiche è invece legato al Comirnaty di Pfizer/BioNTech,
utilizzato per circa il 37% delle dosi. In alcuni casi non è stato specificato
il vaccino, rileva Swissmedic in una nota. Per quanto riguarda i casi
classificati come "gravi", l'età media delle persone colpite era di
52,7 anni. Sono stati riportati con maggiore frequenza febbre, mal di testa,
affaticamento, brividi, nausea e vertigini. Queste reazioni prevalgono anche
nei casi non gravi.
Decessi
In 227 dei casi gravi
sono stati registrati decessi a differenti intervalli di tempo dalla
vaccinazione. L'età media delle persone decedute era di 78,8 anni. Analizzando
questi casi in maniera più approfondita, vi erano altre cause più probabili che
potevano spiegare l'evento sulla base dei dati a disposizione, nonostante
un'associazione temporale con la vaccinazione, precisa Swissmedic.
Differenze in base all’età
Nella maggior parte
dei casi, una notifica contiene più di una reazione. In totale sono state
segnalate 50'528 reazioni, il che corrisponde a una media di 3,12 per notifica,
prosegue il comunicato precisando che il 45% delle notifiche sono state
inoltrate da operatori sanitari e il restante direttamente dai cittadini. La
maggior parte degli interessati (67,1%) aveva un'età compresa tra i 18 e i 64
anni (in media 50,2 anni). La percentuale di persone di età superiore ai 65
anni era del 19,7% e quella di persone di età compresa tra i 12 e i 17 anni dell’1,1%.
Il 62,1% delle notifiche riguardava donne, il 35,1% uomini. In alcuni casi
mancavano informazioni sull'età o sul sesso.

