Guerra in Ucraina
Verso nuove sfide in materia d’asilo
Ginevra Benzi
21.09.2022 17:21

Foto: ©Gabriele Putzu
Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sottolineato che occorreranno ulteriori sforzi per far fronte alla difficile situazione che nei prossimi mesi caratterizzerà il settore dell’asilo. Parallelamente al continuo afflusso di persone in fuga dall’Ucraina in cerca di protezione, anche il numero di persone che vengono in Svizzera da altri Paesi per depositare una domanda d’asilo è in continuo aumento.
Ad oggi la
Confederazione ha concesso protezione a 63mila persone fuggite dalla guerra in
Ucraina. Il numero di persone che nei prossimi mesi chiederà lo statuto di protezione
S in Svizzera dipenderà solo dall’ulteriore sviluppo della situazione in
Ucraina. La Segreteria di Stato della migrazione
(SEM) prevede che altre migliaia di profughi presenteranno domanda per lo statuto
entro la fine dell’anno. Lo rende noto la SEM stessa, spiegando che oltre alle
conseguenze del persistere della crisi ucraina, le autorità in materia d’asilo
devono confrontarsi con un costante aumento del numero di nuove domande. Confederazione,
Cantoni, Città e Comuni collaborano in stretto contatto, specialmente per predisporre
un numero sufficiente di alloggi al fine di garantire anche in futuro un rapido
compimento delle procedure d’asilo conformemente ai processi previsti.
Necessari altri alloggi
L’aumentare del numero di
richieste si traduce nella necessità di ulteriori alloggi messi a disposizione da
Confederazione, Cantoni e Comuni, la cui stretta collaborazione è stata il
fattore chiave che ha consentito di venire a capo delle sfide legate a questa
crisi. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha
tuttavia sottolineato che occorreranno ulteriori sforzi per far fronte alla
difficile situazione che nei prossimi mesi caratterizzerà il settore dell’asilo.
Parallelamente al continuo afflusso di persone in fuga dall’Ucraina in cerca di
protezione, anche il numero di persone che vengono in Svizzera da altri Paesi
per depositare una domanda d’asilo è in continuo aumento. Facendo un paragone
con gli anni passati, al momento si osserva un maggior afflusso di migranti in
direzione dell’Europa occidentale, in particolare lungo la “rotta balcanica”.
Tuttavia, il numero di posti attualmente disponibili negli alloggi non basterà,
nel medio termine, per accogliere tutti i richiedenti di protezione la cui
domanda d’asilo è trattata nel quadro di una procedura celere. La SEM necessita
quindi di ulteriori alloggi e ha l’intenzione di sistemare i richiedenti d’asilo
in via provvisoria anche in locali inizialmente previsti per l’accoglienza di
profughi provenienti dall’Ucraina: sale polivalenti dell’esercito, strutture
della protezione civile e altre strutture, in parte anche cantonali.
Contrastare la migrazione secondaria
La consigliera federale
Karin Keller-Sutter ha inoltre informato lo Stato maggiore speciale Asilo
(SONAS) che la Svizzera è attiva anche a livello internazionale. Al momento
sono al vaglio misure bilaterali con l’Austria per contrastare la migrazione
secondaria, ovvero la migrazione successiva da Stati sicuri. La Confederazione partecipa
anche a un intervento comune di alcuni Stati europei che condividono le stesse
idee sulla questione, presso la Commissione europea con l’obiettivo di indurla
ad affrontare il problema della migrazione secondaria irregolare in Europa con
misure efficaci.
Statuto S
Karin Keller-Sutter ha inoltre informato il
SONAS che, prima dello scadere di un anno dall'attivazione dello statuto di
protezione S, il Consiglio federale deciderà se continuare a concedere
questo statuto alle persone che entrano in Svizzera in provenienza
dall'Ucraina. Tuttavia, fintanto che la situazione in Ucraina non migliorerà in
maniera sostanziale, il Consiglio federale non potrà sospendere lo statuto di
protezione S. Un gruppo di lavoro in cui sono rappresentati
Confederazione, Cantoni, città e Comuni sta comunque già elaborando possibili
piani di attuazione affinché la Svizzera sia preparata per il momento in cui il
ritorno in Ucraina sarà possibile.

