
Borsa svizzera, impennata SMI: +3,28%
Il rialzo è stato trainato da performance positive di tutti i suoi componenti. Gli analisti invitano comunque alla cautela: la situazione rimane infatti incerta.

Il rialzo è stato trainato da performance positive di tutti i suoi componenti. Gli analisti invitano comunque alla cautela: la situazione rimane infatti incerta.

A preoccupare è soprattutto il braccio di ferro fra Washington e Pechino, che è foriero di importanti sviluppi geopolitici. "Senza voler sembrare drammatico, siamo sull'orlo di una collisione ad alta velocità tra le due maggiori superpotenze economiche e militari", ha ricordato un operatore.

Dopo un avvio apparentemente tranquillo a Parigi e Milano, dovuto al fatto che la maggior parte dei titoli non riusciva a fare prezzo per eccesso di ribasso, appena il quadro è stato più chiaro il calo è stato di oltre il 6% nelle due piazze di Euronext, mentre a Francoforte ha toccato il 9%.

Alle 9.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 10'820,84 punti, in flessione del 7% rispetto a venerdì. Tutti i 20 titoli sono in forte ribasso.

"Non è vero che Swatch sta cancellando discretamente impieghi e la strategia del gruppo è buona, malgrado quanto dica la Neue Zürcher Zeitung (NZZ), che agisce peraltro in malafede", lo afferma il Ceo Nick Hayek,

Era dal 2008, quindi dalla crisi finanziaria, che l'indice SMI non subiva una simile contrazione. I rialzi dei tassi d'interesse praticati dalle banche centrali per combattere l'inflazione si sono fatti sentire non poco.

Il precedente minimo storico risaliva allo scorso 3 ottobre, quando erano stati toccati (in giornata) i 3,52 franchi, mentre il massimo del 2022 risale al 25 febbraio, quando per un'azione CS si dovevano sborsare 13,50 franchi. La performance attuale dall'inizio dell'anno è da dimenticare: -60%.

Poco dopo le 11.00 la perdita di Credit Suisse si attestava al 14%, con il valore che veniva scambiato a circa 4,10 franchi.

Oggi il titolo del secondo più grande istituto di credito svizzero è arrivato a perdere circa l'8%, per poi risollevarsi nel pomeriggio: alle 16.45 l'azione veniva scambiata a 3,98 franchi, praticamente alla pari con ieri, dopo aver segnato alle 11.30 un nuovo minimo di sempre a 3,67 franchi.

Il "venerdì nero" si è così concretizzato con una perdita del 2,3% per l'indice Stoxx 600, che raggruppa i principali titoli quotati sul Vecchio continente, un calo che equivale a 232 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta. Mentre a Wall Street il Dow Jones è sceso di circa 600 punti ai minimi dall'inizio dell'anno.