Ticino
A13 chiusa: un altro duro colpo per il turismo
Redazione
25.06.2024 05:58

Il traffico non potrà che ribaltarsi sull’A2, già fortemente sotto pressione nei momenti di punta. Pianezzi: "Si rischia davvero di incentivare in maniera negativa il turismo verso il nostro cantone".
L’estate del turismo
ticinese stenta a decollare. A causa, soprattutto, di un giugno freddo e
piovoso, sono pochi i turisti registrati finora. Adesso il timore, però, è che
anche la viabilità si aggiunga ai fattori di rischio. Con l’A13 spezzata in due
a causa del nubifragio che venerdì sera si è abbattuto sulla Mesolcina, il
traffico non potrà che ribaltarsi sull’A2, già fortemente sotto pressione nei
momenti di punta. Un ulteriore fattore che pesa sul turismo ticinese, contribuendo
a incrinare una stagione già a secco. “Siamo partiti molto peggio rispetto alle
ultime annate”, spiega a Ticinonews Gianluca Balò, responsabile del Lido di
Melide. “La meteo ha condizionato il fatturato, che è circa il 50% di quanto
fatto nelle scorse stagioni. Abbiamo avuto addirittura giornate in cui abbiamo fatto
due franchi di incasso, che equivalgono a un ingresso”.
I timori per la chiusura della A13
Cifre esigue che toccano tutti
gli attori del turismo. In centro a Lugano la situazione è simile e Lorenzo
Pianezzi, titolare dell’hotel Zurigo Downtown in centro, guarda con preoccupazione
alle condizioni dell’A13. “La sua chiusura può crearci dei grattacapi e possono
esserci delle ripercussioni”, ci dice Pianezzi. “Sappiamo che quando sia l’asse
del Gottardo sia quella del San Bernardino sono accessibili, nei momenti di
grande flusso turistico il Gottardo registra 20-22 km di coda al portale". Se il
San Bernardino non sarà accessibile, "viene da chiedersi quanto saranno lunghe
queste colonne. Si rischia davvero di incentivare in maniera negativa il
turismo verso il nostro cantone”.
La svolta necessaria
La viabilità rischia
quindi di essere la famosa goccia in un vaso già troppo colmo. Il turismo
ticinese ha bisogno di rinnovare le proprie strategie: dopo la pandemia i
numeri sono calati drasticamente e urgono soluzioni. “Abbiamo perso 100’000 pernottamenti
tra maggio e ottobre dell’anno scorso e non mi sembra che si sia mosso realmente
qualcosa”, rileva Pianezzi. “Mai come quest’anno deve essere chiaro che puntare
quasi il 70% o più delle nostre risorse finanziarie per la promozione verso un
unico mercato di riferimento come la Svizzera interna è un errore”. Indirizzare
tali risorse "su un settore che quando piove tanto non ci dà soddisfazione deve
farci riflettere se non sia il caso di investire meno sul mercato interno e
andare invece ad aprire nuovi orizzonti verso l’America o i Paesi arabi, che possono
davvero fare la differenza. E soprattutto, non solo nel periodo estivo, ma
anche in quello invernale”. Altrimenti “le cifre in rosso continueranno a peggiorare
per il nostro cantone turistico”.
Toccata anche la ristorazione
Cifre rosse che non si
limitano agli hotel, ma toccano anche la ristorazione, che in questo inizio di estate,
malgrado gli Europei di calcio, registra un netto calo di affluenza. E anche i
ristoratori guardano con preoccupazione alla situazione sull’A13. “Siamo in un punto
strategico della Svizzera e questo asse che viene a mancare penalizza tutta la parte
sud del Paese”, afferma Michael Streun, direttore del ristorante Argentino. "Ci
sarà sicuramente un’affluenza minore di turisti verso sud e questo ci penalizzerà”.
Chiusure notturne del Gottardo annullate
Ricordiamo che a causa della chiusura dell'autostrada A13, il tunnel autostradale del San Gottardo non verrà chiuso al traffico questa settimana e la prossima durante la notte, come previsto inizialmente. Lo ha comunicato oggi in serata l'Ufficio federale delle strade (USTRA), precisando che le notti di chiusura del tunnel sono state annullate.
L'intervento completo di Simone Patelli, presidente dell'Agenzia turistica ticinese, a Ticinonews:

