Ticino
A2, un crocevia infinito di lavori stradali
Redazione
28.02.2023 11:34

Foto: ©Gabriele Putzu
Dalla Leventina al Mendrisiotto, passando per Luganese e Bellinzonese, l’A2 pullula di cantieri. Sapia (USTRA-TI): “Per un’autostrada che ha 60 anni di vita la necessità di risanamento è evidente”.
Osservando la mappa dei cantieri
autostradali, da nord a sud, l’arteria principale del Ticino, la A2, pare un lungo
serpente di lavori e cantieri. L’ultimo in ordine di tempo, iniziato proprio
ieri nel Mendrisiotto, concerne il risanamento dei due viadotti del Campaccio e
la posa di asfalto fonoassorbente. I lavori interesseranno da adesso la direzione
nord-sud, dopo la fine del cantiere nella direzione opposta, e dureranno fino
all’estate del 2024, quando si completerà definitivamente lo spartitraffico.
Toccate quasi tutte le regioni
Il Mendrisiotto è però in
buona compagnia: le segnalazioni di USTRA per cantieri concernono infatti anche
Lugano, Bellinzona e Faido. Nella capitale ticinese il 30 gennaio sono ripresi
i lavori per il risanamento globale dell’A2. Risanamento anche in Leventina,
dove il 23 febbraio sono cominciati gli interventi preliminari sul tratto Faido-Varenzo,
finalizzati alla pavimentazione dello spartitraffico centrale in vista della
posa dei ripari fonici nel 2024-2025. Non da ultimo il maxi-cantiere di Lugano,
dove i lavori tra Gentilino e Lamone sono ripresi due settimane fa. Per concludere,
da ieri è ripartito anche il cantiere nella galleria San Fermo a Como. L’intervento
prevede il completamento della calotta della galleria. Lavori e inevitabili
disagi dovrebbero concludersi entro il 28 di maggio.
“In Svizzera abbiamo standard di sicurezza molto elevati”
Ma perché tutti questi interventi? Per un’autostrada che ha
60 anni di vita “la necessità di risanamento è evidente”, spiega ai microfoni
di Ticinoenws il portavoce dell'Ustra ticinese Eugenio Sapia. “Abbiamo inoltre l’obbligo
per legge del risanamento fonico a tutela dei cittadini che abitano nei pressi dell’autostrada”.
Infine “c’è la questione sicurezza. Guardiamo ad esempio alla tragedia del Ponte
Morandi di Genova, pensiamo a cosa potrebbero portare manutenzioni non fatte o
malfatte. Non è il caso della Svizzera, in cui viene eseguita una manutenzione
e vengono garantiti degli standard di sicurezza molto elevati”.
“Oggi si aprono meno cantieri”
E a chi dice che i cantieri e i disagi sull’A2 non finiscono
mai, Sapia replica che “la politica dell’Ufficio federale delle strade è di operare
su un comparto risanandolo completamente ed evitando di doverci tornare nei prossimi
15-20 anni”. Si lavora quindi per un lungo termine e “si apre anche un minor numero
di cantieri, perché se si risanano tutte le componenti dell’autostrada nello
stesso momento, lasciando comunque a disposizione dell’utenza due corsie per
ogni direzione, significa che se ne devono avviare di meno”. In passato forse “non
si badava tanto a questo aspetto e si riducevano maggiormente le corsie”. I
lavori “erano più brevi, ma creavano maggior disagio rispetto a quanto avviene
oggi”, conclude Sapia.

