La testimonianza
Abu Dhabi in allerta, una coppia ticinese: «Il Governo riesce a trasmettere un certo senso di sicurezza»
Ginevra Benzi, Andrea Scolari
04.03.2026 09:00

I ticinesi Santhosh e Meryn Mannamplackal seguono con apprensione l'escalation in Medio Oriente, con i genitori di lei che vivono ad Abu Dhabi: «Sono in costante contatto con loro, per il momento il morale resta alto»
Santhosh Mannamplackal e sua moglie Meryn, una coppia di ticinesi che vive a Zurigo, seguono con grande apprensione l’evolversi della
situazione in Medio Oriente, in particolare ad Abu Dhabi dove si trovano i genitori di lei, i quali stanno vivendo queste giornate segnate dalle
tensioni e dalle limitazioni al traffico aereo. «Come stiamo vivendo la
situazione? Con grande apprensione. C’è sicuramente tensione», ci racconta Santhosh, da noi raggiunto telefonicamente mentre si trova oltre Gottardo.
Nonostante il clima teso, sul posto si cerca di mantenere una parvenza di
normalità: «I miei suoceri mi dicono che i centri commerciali sono semi-pieni,
che la vita va avanti».
Momenti di paura, ma buon sistema di difesa
Negli ultimi giorni, però, non sono mancati
momenti di paura. «Ancora l’altra sera ci sono state forti esplosioni. Chi sta
in albergo viene invitato a scendere e andare direttamente nel bunker», spiega,
aggiungendo che il settore privato è stato invitato a privilegiare il lavoro da
casa. Secondo quanto riferito, il sistema di difesa starebbe funzionando in
modo efficace. «Il Governo sembra avere uno dei sistemi di protezione più
all’avanguardia al mondo: fino a lunedì sono stati intercettati 550 droni e 180 missili.
Alcuni pezzi, però, cadono a terra durante l’intercettazione».
La lista d’attesa per il rientro
Ad Abu Dhabi attualmente si trovano anche i genitori della cognata, che avrebbero dovuto rientrare domenica. «Sono nello stesso albergo a
spese del Governo, che copre tutti i costi per il soggiorno esteso dovuto
all’impossibilità di tornare», precisa. E in questo senso è stata creata una
lista d’attesa per i voli. «Appena c’è uno spiraglio di apertura dello spazio
aereo li caricheranno sul bus diretto all’aeroporto. Se va bene partono, se no
devono rientrare in hotel in attesa del prossimo volo». Nonostante l’incertezza, la famiglia - per ora - non prevede
spostamenti. «Una cosa positiva è che il Governo riesce a trasmettere una
sensazione di sicurezza. Malgrado quello che sta succedendo, è sempre presente».
Al momento i familiari stanno bene, anche se la preoccupazione resta alta. «Non
hanno mai vissuto qualcosa di simile. Si tira avanti, si vive la giornata».

