L’interpellanza
Abusi a scuola, l’MpS: “I testi sul Kamasutra dovevano fare riflettere”
Redazione
20.09.2022 16:51

Foto: ©Gabriele Putzu
A seguito della vicenda che vede coinvolto il direttore di una scuola media del Luganese, il Movimento per il Socialismo presenta un’interpellanza al Consiglio di Stato. “Quanto accaduto deve essere preso sul serio e necessita chiarimenti”.
Di pochi giorni fa la notizia dell’arresto
del direttore di una scuola media del Luganese accusato di atti sessuali con
fanciulli. Su quanto successo il Movimento per il Socialismo (MpS) ha deciso di
interrogare il Consiglio di Stato presentando un’interpellanza. Secondo il Movimento
alcuni segnali avrebbero dovuto allarmare le autorità, come i testi sul
Kamasutra presentati agli allievi e il gruppo privato su WhatsApp nel quale l’insegnante
e ragazzi condividevano le proprie esperienze personali.
“Non si tratta di un caso isolato”
“I fatti sono noti e
di una gravità estrema e, purtroppo, non si tratta di un caso isolato”, scrive
l’MpS. “Recentemente avevamo sollevato la vicenda del docente cinquantenne
(licenziato da una scuola privata) che aveva avuto una relazione ‘consensuale’
con un’allieva e che era semplicemente stato trasferito in un’altra sede senza
che nessuno dei colleghi e delle colleghe fossero stati per lo meno avvertiti.
Ma possiamo anche ricordare il caso del docente di Arbedo Castione o ancora i
recenti casi avvenuti in ambito sportivo o ricreativo. Senza dimenticare quanto
avvenuto a UNITAS o ancora all’interno del DSS diversi anni fa. Il copione
sembra essere purtroppo sempre lo stesso, vittime che provano a parlare senza
essere credute, genitori che esprimono dubbi senza essere ascoltati, segnali
che non vengono colti in maniera adeguata.”
Kamasutra, gruppo WhatsApp e Decs
“In questo ultimo
caso alcuni elementi su cui si sarebbe potuto riflettere c’erano di sicuro.
Elementi che gettano diverse ombre sull’operato del Dipartimento
dell’educazione, della cultura e dello sport”, viene scritto nell’interpellanza.
“Ci riferiamo in particolare al fatto che nell’anno accademico 2017-2018 il
docente (non ancora direttore) aveva proposto un percorso didattico
sull’educazione alla sessualità e all’affettività all’interno delle lezioni di
latino. Percorso che aveva suscitato ampie critiche da parte dei genitori degli
allievi e delle allieve, preoccupati soprattutto dalle modalità utilizzate e
dai testi sottoposti ai ragazzi e alle ragazze (dal Kamasutra a testi sui
Baccanali tanto per fare qualche esempio). Il percorso inoltre prevedeva
l’attivazione di una chat di WhatsApp riservata agli allievi e alle allieve e
gestita dal docente per condividere le proprie esperienze personali. Percorso
didattico documentato dalla tesi di abilitazione presentata presso il DFA. Tesi
nella quale si può anche leggere che il docente era stato ‘improvvisamente’
trasferito dalla sua sede a quella di Lugano, apparentemente senza motivazione.”
Messo in discussione anche il processo di selezione dei quadri scolastici
“Una vicenda che pone
domande anche sui criteri con cui vengono scelti i quadri dirigenti”, scrive l’MpS.
“Sappiamo che le condizioni di lavoro di questi funzionari dirigenti sono
particolarmente difficili, le responsabilità sono elevate e gli spazi di
autonomia decisamente ristretti. Queste difficoltà sembrano tradursi in una
scarsa attenzione nella selezione dei candidati e delle candidate che vengono
spesso scelti per le loro capacità amministrative e la loro diligenza nei
confronti della linea del Dipartimento e non tanto per le loro reali capacità
di gestione di una scuola media. Senza dimenticare, a conferma di una crisi
delle vocazioni a direttore-direttrice per le ragioni qui sopra richiamate, che
spesso la scelta cade sull’unico candidato.”

