La sentenza
Accoltellamento alla Manor: è stato un atto terroristico
Filippo Suessli
19.09.2022 10:44

Foto: ©RescueMedia
È stata condannata a 9 anni di detenzione la 29enne che nel 2020 accoltellò due donne alla Manor, prima subirà un trattamento in una struttura chiusa.
“Il suo intento
era uccidere più miscredenti possibile sgozzandoli”. Non ha dubbi la corte del
Tribunale penale federale, la 29enne che accoltellò due donne il 24 novembre
2020 ha compiuto un atto terroristico. “Ha agito a sangue freddo, ha
programmato l’atto, ha studiato l’arma adatta per tagliare il collo, ha fatto
sopralluoghi, ha scelto il luogo, si è procurata l’arma, ha scelto le vittime”.
Un agire senza scrupoli e particolarmente abietto. Ciò, unito al movente
egoistico di mostrare allo Stato islamico la propria dedizione, configura in pieno
il reato di ripetuto tentato assassinio, ha spiegato la presidente della corte
Fiorenza Bergomi. Per questo la donna è stata condannata a 9 anni, prima però sarà
sottoposta a un trattamento stazionario in una struttura chiusa. La malattia
mentale, infine, non impedisce alla donna di essere una terrorista, ha
continuato la giudice, anzi negli Stati Uniti molti cosiddetti lupi solitari
mostrano turbe psichiche. Quello della Manor, quindi, secondo il Tribunale
penale federale è stato un attacco terroristico: “Anche alle nostre latitudini
possono purtroppo accadere fatti di questa natura”, ha detto Bergomi.
“Ridurre ciò che è avvenuto alla Manor al gesto di una folle è sbagliato”
La donna, secondo i giudici, voleva compiere un atto tanto
clamoroso da giungere alle orecchie dello Stato islamico. Pur soffrendo di un
ritardo mentale e problemi psichiatrici, l’imputata ha agito in modo coerente
con il proprio estremismo: ha scelto di sgozzare, ha gridato Allah U Akbar e ha
agito in linea con i metodi dell’estremismo islamico, ha sottolineato Bergomi.
”Ridurre gli avvenimenti della Manor al gesto di una malata mentale è
sbagliato”, ha sancito. Inoltre, dopo il gesto la donna ha continuato a portare
avanti il suo messaggio estremista: “Sono proprio contentissima, era quello che
volevo fare, non mi pento di niente”, si legge nei verbali. Quello
terroristico, secondo la corte, è il movente dell’attacco alla Manor.
Sostegno allo Stato islamico
La donna era accusata anche di aver violato la legge
federale che vieta il sostegno ad al-Qaida e allo Stato islamico, e per questo
è stata condannata, ma solo per la propaganda portata avanti sui social e via
mail con tre Non vi sono
invece prove che la donna abbia inviato dei soldi all’Isis. I fatti del 24
novembre, invece, non rientrano nella violazione della legge federale, perché
già puniti come tentato assassinio. La donna è stata anche condannata per
esercizio illecito della prostituzione, con una multa di 2000 franchi.
Trattamento stazionario in struttura chiusa
I giudici hanno però tenuto conto anche dei problemi
mentali della 29enne. Per questo, la scemata imputabilità di grado medio è
stata presa in considerazione nella commisurazione della pena, ma in modo
limitato perché la colpa è stata ritenuta gravissima e manca qualunque segno di
pentimento: “Non ha alcuna intenzione di cambiare”, ha spiegato Bergomi. Così i
giudici hanno anche imposto una misura: un trattamento stazionario in una struttura
chiusa, per evitare che compia nuovamente reati a causa delle sue turbe
psichiche. Questa misura sarà scontata prima della pena in carcere, la durata
di questo trattamento non è definita, ma sarà rivalutato ciclicamente.

