Ticino
Aggregazioni nel Locarnese, un laboratorio per mettere sul tavolo le possibilità
Red. Online
07.03.2026 09:08

Al Palexpo di Locarno si discute di «scenario urbano» e «periurbano» - Della Santa (enti locali): «Per noi è importante che le comunità locali si interroghino, ma la scelta finale spetta a loro».
Ha senso unire le forze nel Locarnese? È fondamentalmente
questa la domanda posta ai circa 170 partecipanti del laboratorio proposto dal Dipartimento delle istituzioni ai sette Comuni della regione che hanno iniziato
a pensare a delle ipotesi aggregative. «L'obiettivo principale è far riflettere
queste persone dapprima su quello che è il livello attuale di benessere, di qualità
di vita e di competitività delle aziende», spiega a Ticinonews il
capo sezione degli enti locali, Marzio Della Santa. Il tutto «ponendo però l’accento
anche su quello che potrebbe essere il prossimo futuro e le tendenze che potrebbero
modificare questo livello di benessere. Lo scopo è di arrivare a capire cosa può
fare un Comune per preservare o accrescere tale livello di benessere di fronte
ai cambiamenti in divenire».
Le opzioni
Nella prima metà della sala del Palexpo
sono stati organizzati 10 gruppetti, parte del cosiddetto «scenario urbano», che
ipotizza un’aggregazione tra Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina e
Minusio. A discutere delle principali sfide attuali c’erano anche
rappresentanti delle autorità politiche, tra cui il sindaco di Minusio Renato
Mondada, possibilista anche su un matrimonio con Tenero-Contra e Mergoscia. «Sì,
noi abbiamo il piede in due scarpe, proprio perché vogliamo approfondire il più
possibile le collaborazioni e capire con quale dei due scenari si possa avere maggiori
possibilità di successo», ci dice
Mondada. «Credo che il discorso aggregativo debba essere affrontato un po' da tutti
con convinzione». Dopodiché «si vedrà quale dei due scenari avrà maggiore
possibilità di convincere la popolazione».
Gli obiettivi
Nell'altra metà della sala, ulteriori
dieci gruppetti riflettono proprio sulla fusione a tre, il cosiddetto «scenario
periurbano». Anche in questo caso con rappresentanti della politica e del mondo economico
e della società civile. «Stiamo guardando quali aspetti potrebbero
influenzare negativamente o positivamente nei prossimi quindici anni», afferma il
presidente di Ticino Turismo, Simone Patelli. «L'obiettivo è far
capire cosa, di ciò che avverrà tra quindici anni, sarà più o meno utile in caso di aggregazione».
Oggi ulteriori discussioni
Il laboratorio proseguirà anche oggi, con l'obiettivo
di individuare quale modello
istituzionale può essere più idoneo. «Il nostro dovere è quello di stimolare riflessioni.
Noi non orientiamo in una direzione o in un’altra. Per noi è importante che le comunità
locali si interroghino e si pongano esattamente questa domanda: posso
continuare a essere un comune solo rispetto alle sfide future, oppure è meglio aggregarsi?
Ma la responsabilità della scelta finale spetta a loro», conclude Della Santa.

