Mendrisio
Alla Depurazione acque si punta sul fotovoltaico, Tela: "Il caro energia ci ha dato la spinta finale"
Redazione
21.03.2024 07:15

In risposta all'aumento di oltre 400mila franchi dei costi dell'energia registrati lo scorso anno, il Consorzio depurazione acque di Mendrisio e dintorni ha deciso di installare un nuovo impianto fotovoltaico che entrerà in funzione nelle prossime settimane.
Nel 2023 i costi dell’energia sono aumentati di 420'000 franchi per il
Consorzio Depurazione acque Mendrisio e dintorni. La costruzione di un nuovo
impianto fotovoltaico all’inizio era solo un’idea, ma l’aumento delle tariffe, secondo
Marco Tela, vicepresidente del Consorzio, ne ha imposto una realizzazione
rapida. “La spinta
finale è stata quella degli aumenti dei costi dell’energia, che ci hanno indotto
a partire immediatamente, senza indugio. per procedere con questo nuovo
impianto", ci conferma Tela.
Il nuovo impianto
I pannelli solari entreranno in funzione tra poche settimane e produrranno
energia per l’impianto depurazione acque diretto da Daniele Managlia. "Il nuovo
impianto, in aggiunta a quello già esistente sui tetti realizzato nel 2020,
permetterà di coprire il 25% del fabbisogno della struttura", afferma Managlia. L’obiettivo primario "rimane comunque l’autoconsumo, che sarà superiore al 90%”.
Il biogas
La bolletta dell’elettricità è più cara anche se fra il 2020 e il 2022 il
Consorzio depurazione acque ha rinnovato alcune infrastrutture, che hanno
permesso una riduzione dei consumi del 15%. Un’altra fonte di risparmio è
l’utilizzo del biogas prodotto dalle acque reflue che confluiscono da gran parte
dell’Alto Mendrisiotto e del Basso Ceresio. “Il biogas da sempre è valorizzato con i generatori, quindi un motore che brucia biogas produce corrente e
calore”, prosegue Managlia. Il calore "viene reimpiegato per il funzionamento
dei nostri impianti e per il riscaldamento degli
edifici”.
Gli investimenti per l’impianto di depurazione
Entro il 2028 il Consorzio ha previsto investimenti nell’impianto di
depurazione e nella rete per oltre 4,5 milioni. E benché le tempistiche non
siano ancora definite, nei prossimi anni sicuramente il Consorzio di Mendrisio
dovrà affrontare la questione dei microinquinanti, ovvero sostanze contenute in
prodotti di uso quotidiano come medicine, detergenti, cosmetici, che ancora in
parte sfuggono agli impianti di depurazione. Secondo Luca Beretta Piccoli, che presiede
il Consorzio, gli impianti che si sono mossi e hanno già realizzato
degli interventi sono i consorzi più grandi, "soprattutto in Svizzera interna.
Chiasso a sua volta ha già programmato il suo intervento. Come detto, anche in funzione di
quelli che possono essere i prossimi sviluppi concernenti l’azoto, noi ci
siamo fermati un momento per vedere il consolidamento delle tecnologie e per
vedere se e in che misura potremo abbinare le due componenti,
azoto e microinquinanti”.

