Cantonali 2023
Alta tensione nell'alleanza tra Lega e UDC
Redazione
08.03.2023 19:11

Foto: © Zocchetti / Putzu
Giornata ad alta tensione tra lega e UDC: "Non possiamo chiamare alleato chi non ha rispetto per la nostra azione politica", accusa Boris Bignasca. Esternazioni fuori luogo e incomprensibili, secondo l'UDC che parte al contrattacco. E Claudio Zali a ‘Detto Tra Noi’ puntualizza: "Non dipendo dai voti democentristi"
Lega-UDC: nemici-amici. Due partiti che sulla carta corrono
insieme, ma che nella realtà comunicano tra loro solo dai palchi dei comizi,
rigorosamente separarti, e tramite comunicati stampa. Raramente per farsi
complimenti. L’ultima “pistolettata”, per usare un termine coniato da Boris Bignasca,
l’ha sparata proprio lui oggi, dalle colonne della Regione: “Ognuno di noi sa
bene chi ha cominciato per primo a seminare pietre d’inciampo sul cammino
dell’alleanza”, scrive il capogruppo di via Monte Boglia. E ancora: “Non
possiamo chiamare alleato chi non ha rispetto per la nostra azione politica,
per i molti risultati conseguiti e per i nostri esponenti che con tanto lavoro
hanno permesso di raggiungerli”. L’UDC dal canto suo aveva finora preferito
glissare, ma oggi no: preso atto delle opinioni dell’alleato, i democentristi
hanno risposto con un comunicato stampa. “Necessario”, dicono, “per rimettere
la chiesa al centro del villaggio di fronte ad esternazioni definite fuori luogo, incomprensibili e contrarie
all’accordo”.
Morisoli: “Sono solo due i candidati che si attaccano”
“I pranzi della Lega”, si legge nel comunicato, “sono
utilizzati da alcuni candidati per parlare male dell’UDC”. Il partito ricorda poi a Claudio Zali che è
proprio dei democentristi il merito della sua rielezione nel 2019. Ma non
basta: i consiglieri di Stato leghisti vengono accusati dagli alleati di non
aver mai preso posizione in difesa di temi fondamentali per l’UDC, come ‘Prima
i nostri’. Parole chiarissime, commentate ai nostri microfoni dal capogruppo
UDC in Gran Consiglio Sergio Morisoli. “Sono due i candidati sulla lista del
Governo che attaccano o che hanno comunque qualcosa da dire. Per il resto i
rapporti sono buoni, sia nelle Commissioni, nelle sedute di Gran Consiglio sia
fuori dal contesto politico, come nei bar”. A detta di Morisoli, di fatto questo
problema Lega-UDC non esiste e non si tratta nemmeno di un problema di partito.
“Questa è un questione che purtroppo è stata indotta da parte di qualcuno per
fatti personali. Tutti i nostri candidati se ne guardano bene dall’attaccare
malamente o dall’esprimere opinioni contro l’alleato o la Lega in sé”. Quest’ultima
non si è mai effettivamente espressa né si è mai messa a litigare con l’UDC, “nemmeno
Il Mattino. Sono quindi dei candidati che legittimamente hanno scelto come strategia
elettorale di attaccare all’interno invece che occuparsi dei problemi del Paese
o altre liste”.
“Si tratta di una gara”
Morisoli spiega inoltre come nel comunicato venga
sottolineato il fatto che le sei vittorie consecutive ottenute dall’UDC negli
ultimi cinque anni “è solo grazie all’appoggio della Lega e del Mattino della
Domenica, che ci ha sempre sostenuto. Inoltre tutto quanto sia stato attuato in
Gran Consiglio è solo merito della buona collaborazione fra i due gruppi. Non c’è
quindi nulla da dimostrare, se non che si tratta di una gara come tutte le
altre, dove nessuno ha firmato nessun accordo con una garanzia che i due seggi
debbano essere per la Lega. Quindi c’è competizione”.
Zali: “Non dipendo assolutamente dai voti UDC”
E Morisoli non le manda a dire neppure al consigliere di
Stato Claudio Zali. “Nel 2019 senza la lista unica Lega-UDC e senza il
contributo di quel famoso 6-7% alla scheda da parte dell’UDC, Claudio Zali sarebbe
già rimasto a casa allora”. Morisoli sottolinea inoltre come non stiano
chiedendo a Zali di votare UDC, “ma che ci sia almeno un minimo di
riconoscimento ed evitare di dire che l’UDC non serve a niente o che l’alleanza
non era da fare”. Constatazioni a cui Claudio Zali ha voluto rispondere durante
il programma “Detto Tra Noi”, in onda questa sera su Teleticino. “Non lo
sapremo mai, non abbiamo la controprova. Se avessimo fatto due liste separate quanti
voti avrebbe fatto la loro e quanti la nostra, se sarebbero bastati oppure no,
non lo sapremo mai”. Insomma, Claudio Zali è stato chiaro: “Non dipendo
assolutamente dai voti dell’UDC. Bisogna anche comprendere lo spirito di queste
feste elettorali, dove si cerca di comunicare in modo più vivace del solito con
la gente. Alle loro feste succede di peggio, quindi non capisco perché sono
sempre io il cattivo o il provocatore”.

