Berna
Attacco all’Iran, i deputati ticinesi: «Una situazione che preoccupa»
Red. Online
03.03.2026 08:00

Giro di voci tra i consiglieri nazionali per commentare gli ultimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Gysin (I Verdi): «La guerra non ha mai portato alla pace». Fonio (Il Centro): «Una situazione che genera caos». Marchesi (Udc): «L'attacco ha scatenato reazioni che coinvolgono più Paesi».
L'attacco israelo-americano all'Iran «non può
che preoccupare, perché mette ancora più in discussione e sotto pressione il
diritto internazionale». È quanto ritiene la consigliera nazionale Greta Gysin
(I Verdi), secondo cui «siamo di fronte a una chiara violazione del diritto internazionale
e come tale va condannata, anche dalla Svizzera», spiega al vicedirettore del
Corriere del Ticino, Gianni Righinetti. «Questo chiaramente non toglie nulla al
fatto che in Iran vi è un regime dittatoriale che per decenni ha fatto soffrire
la propria popolazione. Nessuno sentirà la mancanza di Ali Khamenei». La guerra,
però, «non ha mai portato alla pace, bensì ha sempre creato ancora più problemi,
soprattutto in Medio Oriente. Questo attacco veramente non ci voleva».
Fonio: «Vi sono regole internazionali»
Quanto
sta accadendo in Medio Oriente preoccupa anche il deputato centrista Giorgio
Fonio. «Ed è qualcosa che, ancora una volta, ci fa capire come agli Stati Uniti,
e in particolare al suo presidente Donald Trump, non interessano le regole del diritto
internazionale», afferma. «Se da una parte siamo tutti d'accordo che il regime iraniano era
comunque un regime dittatoriale, il quale non rispettava i diritti umani, dall'altra
parte non si può però ignorare l’esistenza delle regole internazionali: vi sono
dei gremi dove determinate decisioni devono essere prese e condivise». Questa situazione
«sta evidentemente generando un caos mondiale e c'è anche preoccupazione per le migliaia di cittadini svizzeri che in questo momento si trovano
in Medio Oriente, in attesa di essere rimpatriati».
Marchesi: «Vedremo se il Governo adotterà lo stesso metro»
Secondo il consigliere nazionale dell’Udc
Piero Marchesi, questo attacco «ha scatenato delle reazioni che coinvolgono adesso
più Paesi in Medio Oriente, e deve preoccupare evidentemente anche la Svizzera». Adesso «sarà interessante capire come vorrà muoversi il Consiglio federale in questo
contesto. Ricordo quando adottò le sanzioni contro la Russia; lo fece in modo del
tutto critico, dicendo che era stato violato il diritto internazionale». Ebbene «ora gli Usa, assieme a Israele, hanno anch'essi violato il diritto internazionale.
Vedremo se il Governo adotterà lo stesso metro oppure no». Marchesi ricorda che il suo partito era contrario alle sanzioni alla Russia, «così come siamo contrari a eventuali
sanzioni agli Stati Uniti d'America e a Israele». Tuttavia «riusciremo a capire se questa neutralità 'che non è indifferenza', come disse il consigliere federale Ignazio Cassis, in questo caso diventerà
indifferenza perché ci sono interessi in campo che non permetteranno di essere
coerenti con quanto avvenuto prima». Inoltre, in questi
giorni il Consiglio nazionale discuterà dell'iniziativa sulla neutralità «e questa incoerenza dell'Esecutivo nell'affrontare la politica estera sarà
certamente un tema che vorrò tematizzare in aula», conclude.

