Mendrisiotto
Autostrada interrata, “Vogliamo ricucire un territorio ormai lacerato”
Redazione
10.02.2023 18:35

Foto: ©Gabriele Putzu / Ticinonews
È quanto auspica l’architetto Elio Ostinelli tramite l'interramento dell'autostrada del Basso Mendrisiotto. Numerosi gli interventi proposti, fra cui una torre da 160 metri. L’orizzonte di realizzazione è il 2050. Da Balerna alla dogana si viaggerà quindi solo in galleria, spostando il tracciato della A2 sotto le colline del Basso Mendrisiotto.
La premessa è che non si tratta di un progetto, ma di una
visione. Chiudete gli occhi e immaginate che al posto dell’autostrada che
taglia il basso Mendrisiotto ci sia un parco. Se l’immaginazione vi fa difetto
non preoccupatevi, perché questo lavoro è stato fatto dall’architetto Elio
Ostinelli. “L’idea è quella che l’autostrada venga interrata, quindi non visibile
ma presente ”, ci spiega l’architetto precisando che si tratta di un
collegamento “fondamentale per il nostro Paese, inoltre si recupera un
territorio che l’autostrada ha fortemente compromesso”. Nuovi spazi verdi, ma
anche spazi destinati ad altre cose, quindi una sorta di ricucitura del
territorio “che l’autostrada negli anni ’60 ha tagliato. Il nostro compito è
quello di ridisegnare un territorio che è stato lacerato”.

Il progetto
Interrare quindi l’attuale tracciato autostradale, dogana e area
di sosta di Coldrerio compresi. Nella visione dell’architetto Ostinelli si
entrerebbe in una galleria artificiale all’altezza di Mezzana per proseguire in
un tunnel sotto Balerna, a cui seguirebbe un'altra galleria artificiale dove
oggi si trovano i centri commerciali. Infine, un ultimo tunnel sotto Morbio e
Vacallo fino al confine di Stato. Italia permettendo, il tracciato –
integralmente coperto – potrebbe agganciarsi alla galleria di Monte Olimpino. Nato
a Vacallo, Ostinelli spiega che un tempo fra lì e Chiasso c’era sì il fiume, ma
era anche presente una certa continuità dello spazio. Una continuità “interrotta dall’autostrada”. L’idea
è quindi quella permettere a tutti di appartenere al territorio, definito unico
da Ostinelli, “in quanto Chiasso non è diverso da Vacallo o da Morbio, siamo
tutti attaccati. Lo scopo è quindi riuscire a ricucire e a ridare unità al
territorio”.
Una torre come simbolo di identificazione
Unità e una grande zona verde creata dove oggi si trovano lo
svincolo di Chiasso, il Centro Breggia e il Serfontana che nella visione
s’insedierebbero alla base di una torre da 160 metri, la firma dell’architetto
momò è sul progetto. “La torre è un segno, perché da sempre i campanili, le
torri di una volta, segnavano il territorio. Quindi questa torre dovrà essere il
segno di questo territorio e, mi auguro, di questo nuovo Comune del Basso Mendrisiotto
che magari nel 2050 vedrà la luce”.
I prossimi passi
Tanto la torre quanto l’aggregazione hanno suscitato un
discreto mormorio e qualche sussulto fra i sindaci presenti in sala.
Amministratori locali che ora hanno una seconda proposta su come potrebbe
presentarsi il Basso Mendrisiotto nel 2050. Oltre all’opzione presentata
stamane sul tavolo c’è anche la proposta dell’architetta Elena Fontana che
nell’ottica di creare una continuità delle zone verdi prevede di spostare l’A2
sotto la collina del Penz. Andrea Rigamonti, presidente della Commissione
regionale dei trasporti ci ha spiegato quali saranno i prossimi passi. “la Commissione
dei trasporti ha chiesto al Consiglio di Stato di eseguire uno studio di
fattibilità su queste due ipotesi di tracciato”. Una richiesta poi accolta che
porterà quindi nei prossimi mesi ad eseguire lo studio, “il cui scopo è determinare
quale delle due opzione è migliore affinché possa essere approfondita e affinare
il progetto per portarlo poi all’autorità federale più avanti nel tempo”.
Le reazioni dei sindaci
Per Sergio Bernasconi, sindaco di Novazzano, si tratta “di un
progetto, di un’idea interessante ed è la seconda che è attualmente al vaglio
di noi autorità. È un’idea per il futuro, nei prossimi mesi bisognerà vedere se
uno di questi due progetti possa essere preso in considerazione in un futuro
non prossimo, magari entro 30 anni”. Anche per Luca Pagani, sindaco di Balerna,
il progetto va assolutamente appoggiato. “Ogni progetto che arriva per ricucire
un territorio che negli ultimi decenni è stato devastato è assolutamente ben
visto. L’obiettivo di ricreare un parco fluviale nel nostro Comune viene appoggiato
in modo assoluto dal Comune, ora speriamo che con lo studio di fattibilità le cose
vadano avanti”. Unica nota negativa, a detta della sindaca di Morbio Inferiore
Claudia Canova, sono le tempistiche di una potenziale realizzazione, “le quali
mi lasciano un po’ delusa e perplessa. Si tratta però sicuramente di una riconquista
del paesaggio a favore del territorio di cui la popolazione potrà beneficiare”.
Tutte le reazioni

