Votazione cantonale
AVS 21, Boscolo e Maderni a confronto
Teleticino
22.09.2022 08:32

La consigliera comunale socialista, contraria alla riforma, e la deputata liberale, favorevole, spiegano le loro ragioni in vista della votazione di domenica 25 settembre.
Il 25 settembre è ormai alle porte e tra i tanti temi in votazione c’è la riforma AVS. Il suo obiettivo è garantire
l’equilibrio finanziario dell’assicurazione per la vecchiaia per
i prossimi dieci anni e mantenere il livello delle rendite. La proposta principale riguarda le donne, che invece di andare in pensione a 64 anni, lo faranno a 65. L’
adeguamento scatterà un anno dopo l’entrata in vigore della riforma e sarà
graduale: l’incremento è di tre mesi ogni anno. A partire dal 2028 dunque le
donne andranno definitivamente in pensione alla stessa età degli uomini.
Le misure compensative previste per le nate tra il 1961 e il 1969
Sono comunque previste misure compensative per tutte quelle donne che sono prossime al pensionamento, ha rassicurato Consiglio federale. Chi si
trova nella fascia di transizione, ovvero chi è nata tra il 1961 e il 1969,
beneficerà di un supplemento versato a vita se non anticiperà la riscossione
della rendita, e di aliquote di riduzione ridotte se invece questa riscossione
intende anticiparla.
Riscossione flessibile
Viene introdotta anche una flessibilizzazione della riscossione. Gli uomini potranno scegliere di andare in pensione tra i 63
e i 70, le donne tra i 62 e 70 anni. Ci sarà inoltre la possibilità di
anticipare o rinviare la riscossione anche solo di una parte della rendita. Infine vengono adeguate anche le aliquote.
Finanziamento supplementare
La riforma prevede anche un finanziamento supplementare, che contempla un
aumento dell’IVA dello 0,4%. I ricavati andranno naturalmente a favore
dell’AVS, ma attenzione. L’aumento dell’IVA è contenuto in un decreto a parte
anch’esso in votazione il prossimo 25 settembre. La riforma potrà entrare in
vigore soltanto se sia AVS 21 che il finanziamento supplementare
verranno accolti dal popolo svizzero.
Il confronto Maderni-Boscolo
“Questa riforma è necessaria e urgente”, sostiene Cristina
Maderni del PLR, precisando che “è necessaria perché dobbiamo garantire le rendite
fino al 2030, è urgente perché presto nei prossimi anni le entrate dei
contributi non saranno più sufficienti all’esborso che ha l’AVS a favore delle
rendite e queste erode il fondo di compensazione”. Maderni ritiene inoltre
falso che la riforma "peserà sulle spalle delle donne, ma andiamo a una parificazione dell’età
pensionabile, come era già nell’anno 1948 quando è stata creata l’AVS”. Una
tesi sostenuta anche dal consigliere federale del PS Alain Berset che ribadisce
“che la riforma permetterebbe di stabilizzare le finanze AVS per 10 anni e garantire
l’attuale livello di rendite". Per Lisa Boscolo (PS), c’è qualcosa che non va in
questo discorso. “Innanzitutto Alain Berset rappresenta il Consiglio federale,
quindi non il Partito Socialista perciò possiamo benissimo avere un’opinione
diversa”, spiega la consigliera comunale socialista, precisando che “è importante una riforma globale del
sistema pensionistico che non comprenda solo ed esclusivamente l’AVS che - lo
sappiamo benissimo e lo difendiamo anche noi - necessita di una riforma, ma con
la R maiuscola non con quella di adesso che è una R minuscola, quindi con un
aumento delle rendite che vanno rafforzate per continuare a seguire il principio
del primo pilastro, ovvero una ridistribuzione sociale e una solidarietà tra
chi guadagna alti redditi e chi bassi redditi”. Boscolo ha
poi sottolineato come una buona parte delle donne “vivono solo grazie al primo
pilastro perché non hanno accesso al secondo, figuriamoci al terzo pilatro. Noi
crediamo che sia arrivato il momento di fare una riforma a 360° senza peggiorare
le condizioni delle donne, che si vedono risparmiare sulle proprie spalle 26mila
franchi all’anno”.

