Ticino
Avvistamento di lupi al Monte Bar, “così non si può andare avanti”
Redazione
27.02.2023 19:10

L’avvistamento di questa mattina in Capriasca ha riacceso i riflettori sulla questione lupo e sulla sicurezza degli animali da reddito. Maurizio Minoletti dell’agriturismo Alpe Rompiago. “La forma storica di alpeggio è quasi da dimenticare”.
Alpe Rompiago, 1'225 metri,
monti della Capriasca. È qui che, attorno alle 8 di questa mattina, è stato
avvistato un branco di lupi, cinque esemplati in tutto. Il guardiacaccia è
stato avvisato immediatamente. Resta da capire adesso se si tratta degli animali
già accertati tra i monti della Val Colla e quelli italiani o se si tratta di
altri lupi. La certezza è che per chi lavora nel settore primario la situazione
è complicata. “Noi teniamo molto ai nostri animali e non certo per una questione
di soldi”, spiega a Ticinonews Maurizio Minoletti dell’agriturismo Alpe
Rompiago. “Adesso ci chiediamo se sia meglio continuare o smettere”. La preoccupazione
è rivolta al periodo estivo “che dovremmo in teoria trascorrere qui”.
“Una situazione insostenibile”
Le condizioni per gli allevatori,
come detto, sono destinate a peggiorare, perché “chiaramente i branchi si
riproducono e quindi gli esemplari aumentano. Gli animali nei prossimi giorni
staranno ancora all’interno e in futuro cercheremo di provare a proteggerli con
i cani”, prosegue Minoletti, che per questa volta se l’è cavata con un grande
spavento. Questa mattina, con un comunicato stampa, l’Associazione per la
protezione del territorio dai grandi predatori ha definito la situazione attuale
“insostenibile”. Anche perché fra un mese gli animali dovrebbero uscire al
pascolo. “Sicuramente la forma storica di alpeggio è quasi da dimenticare. Bisognerà
vedere come continuare facendo fronte a costi supplementari: pastore,
recinzioni, cani, produzione di latte inferiore e quant’altro”.
Maggiore presenza di lupi
Gli animali vorrebbero
uscire dal recinto, ma ad oggi è impossibile. Questo si traduce in costi
maggiori, per il fieno, e più lavoro, quantificato in un’ora e mezza. Sempre secondo l’associazione per la
protezione del territorio dai grandi predatori, gli avvistamenti in Ticino
durante questi primi due mesi dell’anno lasciano intendere una presenza
maggiore di lupi rispetto allo scorso anno, che a livello di attacchi e capi
predati era già stato terribile. Tornando al caso di oggi, non si sa se il
branco sia lo stesso già avvistato tra la Val Colla e i monti italiani, non
distanti da qui. “Al momento non riusciamo a capire quanti lupi ci siano tra
Val Colla e Capriasca. L’Ufficio Caccia e pesca non riesce a darci dei numeri.
Si parla comunque di minimo una decina di esemplari”. A livello di tutela “non
mi sento totalmente tutelato. Se dipendesse da me, sicuramente darei mandato di
abbattere qualche esemplare. Non è normale che i lupi si avvicinino così tanto
all’uomo e alle aziende”, termina Minoletti.

