Ticino
Basso Mendrisiotto, un comitato a sostegno dell'aggregazione. Mapelli: "È l'unica via percorribile"
Redazione
06.12.2024 19:42

Il consigliere comunale chiassese ribadisce l'importanza di creare un Comune unico da circa 20'000 abitanti. "L'’opportunità di stare insieme è quella di poter investire e di avere un peso politico più rilevante nei confronti del Cantone e della Confederazione”.
È stato
ufficialmente costituito ieri a Chiasso il comitato a sostegno
dell'aggregazione del Basso Mendrisiotto, progetto su cui verosimilmente gli
abitanti di Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore, Vacallo e Breggia saranno
chiamati ad esprimersi nell'autunno 2026. In attesa di vedere i frutti del
lavoro portato avanti dai sindaci della regione e dal Cantone - una bozza del
rapporto è prevista fra qualche mese - il neocostituito comitato vuole essere
un supporto per la popolazione, organizzando momenti informativi e interattivi
per evidenziare le opportunità di un'unione delle forze. “Dal nostro punto di
vista, l’aggregazione rappresenta l’unica via per i Comuni del Basso Mendrisiotto”,
spiega a Ticinonews il consigliere comunale chiassese Amedeo Mapelli (Il
Centro). “Se pensiamo alle infrastrutture sportive, culturali e ricreative, l’opportunità
di stare insieme è quella di poter investire e di avere un peso politico più
rilevante nei confronti del Cantone e della Confederazione”.
Il capitolo finanziario
Oltre alle
opportunità, durante le attività organizzate dal comitato ci sarà modo anche
di soffermarsi su incognite e perplessità che ruotano attorno al progetto. Su
tutte, la diversa situazione finanziaria tra Chiasso e i Comuni limitrofi. Mapelli,
membro della Commissione della Gestione, ha però un'opinione diversa. “Disponiamo di infrastrutture che costano e che servono l'intero Basso Mendrisiotto”, ricorda
il membro del Legislativo. “È quindi anche scorretto che siano solo la Città di
Chiasso e i suoi cittadini a sobbarcarsi determinati costi per dei servizi e
delle infrastrutture di cui usufruiscono tutti i residenti della regione”.
La questione del nome
Costi delle
infrastrutture, sinergie, peso politico, potenziale d'investimento. Alla fine,
però, il cittadino vota spesso di pancia e, in questo senso, cruciali
saranno il moltiplicatore d'imposta e il nome della nuova realtà. La domanda che
in molti si pongono è come si dovrà chiamare l’eventuale nuovo Comune da circa
20'000 abitanti. “Credo che si andrà a un voto separato: si voterà sull’aggregazione
e separatamente anche sul nome”, commenta Mapelli. “Immagino verranno
proposte due o tre alternative. Alcuni nomi sono già circolati e secondo me
Chiasso è un’opzione che rimane sul tavolo. Ieri non ci siamo chinati sulla
questione del nome, che affronteremo più avanti ma, a mio parere, l’aggregazione
deve proseguire in ogni caso”. E questo, nonostante
il Centro, di cui Mapelli è capogruppo a Chiasso, in altri Comuni abbia una
posizione diametralmente opposta. “Come partito dobbiamo avere anche il coraggio
di incontrarci, di parlare e, inevitabilmente, di scontrarci. Sappiamo che ci
sono sezioni del Centro non particolarmente favorevoli all’aggregazione, ma va
bene così. È giusto che ci sia un dibattito e che si dica quali sono i punti
di forza, ma non bisogna neppure sottacere sulle possibili difficoltà”, conclude Mapelli.

