Campo Blenio
"Basta demonizzare la neve artificiale"
Redazione
20.01.2023 20:02

Da domani piste un po’ più aperte a Campo Blenio, anche se non ancora nella loro totalità. Non è però merito delle ultime nevicate, bensì dell’innevamento artificiale. E dall’alta valle di Blenio si lancia l’appello: “Non demonizziamo i cannoni da neve”.
“Che abbia nevicato ci fa piacere perché almeno il paesaggio
è un po’ più bianco, ma se apriamo le piste in alto è unicamente grazie all’innevamento
programmato”. Parole queste del direttore degli impianti di Campo Blenio Denis
Vanbianchi, il quale che ha spiegato che grazie al freddo di questi giorni “è
stato possibile preparare le piste anche sulla parte alta”. Il tappeto mobile e
il piattello sono in funzione già da inizio dicembre, mentre “da domani
riusciamo ad andare fino al palo 5, che è già una bella cosa”. La speranza ora
è quella che il freddo perduri in modo da poter produrre altra neve e aprire
ancora più in alto.
“Abbiamo lavorato abbastanza bene”
Per riuscire ad aprire la totalità della sua pista da sci
Campo Blenio ha ancora davanti diverse settimane. La mancanza di neve naturale
in questo inverno non aiuta, ma per Vanbianchi la stagione non è da buttare. “Devo
dire che nonostante lo scarso innevamento e il caldo penalizzante durante le
vacanze di Natale abbiamo lavorato abbastanza bene”. Vacanze durante le quali
gli impianti di Campo Blenio hanno visto quasi 5'000 primi passaggi, “inoltre
in queste settimane le scuole montane sono presente e questa settimana abbiamo
avuto oltre 170 bambini che con le scuole hanno soggiornato nell’alta Val di
Blenio. Una presenza che era mancata negli ultimi anni, anche a causa della
pandemia che ha portato alla rinuncia da parte degli istituti scolastici delle tradizionali
scuole montane.
Si punta all’innevamento artificiale
Lo sguardo ora è rivolto alle vacanze di Carnevale, ormai
alle porte. “I corsi collettivi di sci sono già pieni”, afferma Vanbianchi,
precisando che “le premesse ci sono, ma bisogna far sì che o nevici o che se ne
riesca ancora a produrne”. In alternativa non resta che sperare nel freddo
attuale, che potrebbe preservare la neve già presente. Ma per estendere la superficie delle piste
aperte o per mantenere lo status quo, in mancanza di neve naturale, per
Vanbianchi l’unica soluzione è l’innevamento artificiale. “Io lo chiamo
innevamento programmato perché suona meglio. In sostanza si tratta di aria e acqua,
e l’acqua che viene usata per innevare diventa ancora acqua e va ancora nei
fiumi”. Una spiegazione con cui Vanbianchi spera di tranquillizzare tutti,
soprattutto quelli che fanno riferimento allo spreco di acqua, anche se ammette
che “c’è uno spreco di energia, perché quella costa ma ci vuole. Se si pensa
però all’indotto creato grazie all’innevamento, “basti pensare appunto alle scuole
sci, alla ristorazione ai negozi di sport per i quali rimane un tassello fondamentale
per l’economia delle regioni periferiche”.
Negozi sportivi, “C’è preoccupazione”
E sono proprio i negozi sportivi a temere il peggio, come spiegato
ai microfoni di Ticinonews da Donato Sarcinella, titolare del negozio Sarci
Sport Olivone. “La preoccupazione maggiore è il fatto della cattiva pubblicità
che ruota attorno alle piste da sci e all’innevamento artificiale”. Un
approccio che fa preoccupare in quanto “lo sci per le valli e molti paesi è importante
e questa pubblicità negativa sta facendo allontanare molte famiglie da questo
sport”. Quello che si chiede è quindi maggiore positività in modo da far girare
l’economia nelle Valli. Nonostante lo scarso innevamento Sarcinella ammette di “aver
iniziato bene la stagione: fino a prima di Natale abbiamo lavorato bene,
specialmente con i noleggi”. Il problema è quindi giunto dopo le festività
natalizie con l’assenza di nevicate e la conseguente chiusura di diversi
impianti, dove quindi “è stato un po’ più difficile”. Ad oggi quello che manca sono i
noleggi giornalieri, “soprattutto le racchette da neve”. Il messaggio è quindi
quello di continuare a innevare con la neve programmata.

