Ticino
“Basta Rave party illegali sul territorio”
Redazione
21.07.2023 17:44

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Il deputato liberale radicale Tiziano Zanetti interroga il Consiglio di Stato sul tema dei rave party chiedendo quali misure preventive sono state messe in atto per arginate tale fenomeno.
Da alcuni anni anche sul nostro territorio
vengono organizzati Rave party illegali. Solo nell'ultimo anno, diverse sono
state le segnalazioni giunte per indicare assembramenti importanti di persone
che partecipavano a questi eventi promossi online. Una condizione che preoccupa
il granconsigliere Tiziano Zanetti (PLR), il quale ha inoltrato un’interrogazione
in cui chiede al Consiglio di Stato quali strumenti intenda adottare
soprattutto per tutelare le persone, i proprietari dei fondi (in gran parte
Patriziati) e per sopperire ai danni che generano.
Feste “evidentemente illegali”
Hanno fatto molto “discutere e preoccupare”, si legge
nell’atto parlamentare, il party promosso ai piedi della Greina in Pian
Geirett, in una zona protetta e “molto sensibile dal punto di vista
paesaggistico e naturalistico”, quello organizzato sul Monte San Giorgio, in
località Serpiano, in pieno territorio protetto UNESCO, e quello “fortunatamente
spento sul nascere” in località Sant'Antonio in Valle Morobbia. “Drammatici poi
i risvolti dell'evento organizzato nel Canton Grigioni presso la Diga della
Roggiasca che aveva visto il decesso di una giovane”. Tutti questi eventi “sono
chiaramente illegali. Evidenti e molto gravi sono le risultanze che lasciano”.
Le domande
Viene quindi chiesto al Governo ticinese se sia
al corrente di questa situazione e, se sì, quali sono le misure preventive
messe in atto. Zanetti vuole inoltre sapere quanti eventi illegali sono stati
individuati sul territorio cantonale nel corso dell'ultimo anno e quali sono le
procedure adottate verso i partecipanti e gli organizzatori. Si domanda inoltre
chi si occupa della pulizia dei terreni “lasciati sempre in condizioni
indescrivibili” e se il Consiglio di Stato finanzia il ripristino di tali zone.
Infine, se non si ritiene opportuno inasprire le leggi in merito a questi eventi.

