Ticino
Cala il sipario sulle comunali: i commenti dei quotidiani locali
Redazione
16.04.2024 06:57

Foto: ©Gabriele Putzu
Il Corriere del Ticino e laRegione hanno proposto le proprie chiavi di lettura dopo la chiusura dell'appuntamento elettorale.
Con lo spoglio relativo ai Legislativi, si è
conclusa ieri questa tornata di elezioni comunali ed è quindi tempo di bilanci.
Bilanci proposti anche dai due quotidiani ticinesi, che questa mattina hanno
dedicato ampio spazio agli esiti della votazione.
I problemi a sinistra
Sulle pagine de laRegione, l’analisi del
vicedirettore Andrea Manna e del caporedattore della cronaca cantonale, Jacopo
Scarinci, prende in esame anzitutto la sinistra, con il matrimonio tra socialisti
e verdi che, in sostanza, si è rivelato “un flop” alla prova del voto e che, a
livello pratico, “si è tradotto in una perdita di seggi”. Per l’area rossoverde,
adesso, si guarderà alle votazioni popolari, in particolare alla riforma
fiscale. Non solo: in casa socialista l’8 giugno è in programma
anche il congresso, con i copresidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica che si
candidano a un nuovo mandato.
Sorride la destra
Guardando a destra, si confermano sia il momento
positivo dell’area sia la crescita dell’UDC. Buone notizie per i liberali
radicali, cresciuti nei Municipi “senza vendere illusioni”. Un risultato non
scontato, vista “la flessione a livello cantonale”. Flessione “cui era
scampato il Centro di Fiorenzo Dadò, che mantiene il trend”.
Da soli si vince?
Dalle
colonne del Corriere del Ticino, il vicedirettore Gianni Righinetti pone l’accento
sull’elemento delle alleanze. Se nei recenti appuntamenti elettorali, cantonali
e federali, il detto che accomunava un po’ tutti i partiti era stato “separati
si perde, uniti si vince”, queste comunali hanno mostrato una tendenza
differente. A livello di Esecutivi, PS e Verdi correndo assieme hanno perso 14
seggi. Nei centri dove la sinistra “classica” correva da sola il saldo è stato
pari a zero, mentre i Verdi in solitaria hanno conquistato un seggio in più. Scenario
simile a destra, con la coppia Lega/UDC che si ritrova ora con cinque seggi in
meno, mentre in solitaria le due fazioni hanno conquistato sei poltrone in più ciascuno.
Questo però, precisa Righinetti, non significa automaticamente che in
proiezione del 2027 correre da soli sia per forza la scelta giusta.

