OCST-Docenti
Caso Caruso, "è mancata una chiara procedura di accertamento indipendente dei fatti"
Redazione
24.09.2025 10:53

Secondo il sindacato, il licenziamento dell'ex docente "non dimostra nei suoi riguardi né il rispetto che gli è stato richiesto unilateralmente, né la proporzionalità nei provvedimenti".
In questi giorni scadono i termini per un
eventuale ricorso al Tribunale federale contro la sentenza del Tribunale
amministrativo cantonale che conferma il licenziamento deciso dal Consiglio di
Stato ai danni del professor Roberto Caruso. Il sindacato
OCST-Docenti ha preso atto “con grande rammarico” di tale sentenza e dell’iter
che ha condotto a un esito "così preoccupante". Secondo il sindacato, a stupire è innanzitutto
notare come il sostegno e l’apprezzamento espresso da allievi ed ex studenti
del docente “siano stati letti come segni di manipolazione, senza tuttavia addurre alcuna prova a sostegno di tale grave addebito. Non è neppure stato
possibile difendersi da un’ignominiosa accusa non comprovata". Quindi, si potrebbe "legittimamente e logicamente trarre la conclusione che un docente,
quando è criticato dagli allievi, è quasi naturalmente e spontaneamente
ritenuto già colpevole". Quando invece è apprezzato, difeso e sostenuto da essi, "viene comunque ritenuto colpevole, e paradossalmente proprio a causa di questo
stesso sostegno”.
"Non restano prospettive lungo la via giudiziaria"
Purtroppo – deplora l’OCST-Docenti – un
ricorso al Tribunale federale contro questa sentenza “non avrebbe probabilità
di successo, poiché questa istituzione non entrerebbe nel merito della
questione, ma valuterebbe unicamente se il diritto e la giurisprudenza
precedenti siano stati applicati correttamente”. In effetti, dal punto di vista
della tecnica procedurale giudiziaria, “la sentenza è praticamente
inoppugnabile". In questo quadro legale, "una volta che il docente è stato
giudicato insubordinato, irrispettoso, insistente, dai modi incorreggibili che
ledono insanabilmente il rapporto di fiducia, non restano purtroppo prospettive
lungo la via giudiziaria”.
"Continueremo a batterci"
Per il sindacato risulta difficile capire come sia stato possibile che Caruso, con il quale non è mai emerso un problema con allievi e famiglie, "non
si siano approfondite le cause all’origine della sua 'insistenza e
insubordinazione' attraverso una chiara procedura di accertamento indipendente
dei fatti, definendo precisamente le responsabilità dei vari attori e agendo di
conseguenza". Certamente il suo licenziamento "non dimostra nei suoi riguardi né il
rispetto che gli è stato richiesto unilateralmente, né la proporzionalità nei
provvedimenti applicata solitamente in una gestione delle risorse umane
pienamente degna di questo nome". In conclusione, OCST-Docenti "continuerà a
battersi su vari livelli per un datore di lavoro che attui una valida politica
del personale in grado di individuare i problemi in anticipo, che intervenga in
modo credibile e imparziale nella loro pronta risoluzione e che valorizzi
realmente i suoi dipendenti, anche quando essi sono in difficoltà, si sentono
soli e commettono errori emendabili".

