Ticino
Caso Unitas, l’MPS a Bertoli: “Com’è possibile non accorgersi di nulla?”
Redazione
10.02.2023 18:28

L’MPS prende posizione circa i chiarimenti forniti oggi dal consigliere di Stato Manuele Bertoli sulla questione delle molestie all’interno di Unitas. “Basta dare la responsabilità alle vittime”.
“25
anni di abusi su almeno 5 donne all’interno di un luogo di lavoro. Come si fa a
non percepire nulla e a non cogliere segnali di malessere e di malcontento?” È
la domanda posta dall’MPS nella sua presa di posizione di oggi dopo i chiarimenti
forniti dal consigliere di Stato Manuele Bertoli in merito ai casi di molestie sessuali segnalati all’interno
dell’associazione Unitas, di cui lo stesso Bertoli è stato
direttore dalla fine degli anni '90 fino al 2011.
“Basta dare le responsabilità alle vittime”
L’MPS critica in particolare le dichiarazioni di Bertoli sul
fatto che “se le vittime non parlano, è difficile agire”. “E’ veramente ora di
finirla”, si legge ancora, “di dare la responsabilità alle vittime che non
hanno segnalato quanto accadeva”. E’ compito di una direzione “vigilare
affinché certe cose non succedano, agire e creare le condizioni per cogliere i
segnali che sicuramente ci sono, creare le condizioni affinché le persone
possano parlare e aprirsi”. Se questo non avviene o avviene tardi “significa
che comunque qualcosa nella struttura e nella gestione del personale non ha
funzionato e la direzione ne è in qualche modo responsabile”.
“Nessuna assunzione di responsabilità”
Ma
Bertoli, secondo l’MPS, oggi è andato ancora più in là. “Le attività
dell’associazione devono andare avanti, quindi nessun azzeramento del comitato,
nessuna assunzione di responsabilità”. Una posizione “inaccettabile, un
ulteriore schiaffo alle vittime e alle loro famiglie”.

