Ticino
Caso Zali, il PS: «Azioni e atteggiamenti intollerabili»
Red. Online
23.07.2026 17:44

Foto: © Gabriele Putzu
Il partito prende posizione sulle diverse questioni che coinvolgono il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali: «Suscitano interrogativi e preoccupazione»
I casi che coinvolgono il presidente del Consiglio di Stato
Claudio Zali «suscitano interrogativi e preoccupazione», anche tra le fila del
PS. «Interrogativi perché sono vicende dai contorni ancora poco definiti,
preoccupazione perché mettono pesantemente in dubbio la legittimità di una
importante carica istituzionale», scrive il partito in una nota odierna.
Gli audio al centro della bufera
Al centro della presa di posizione i due file audio pubblicati su un profilo
Instagram che riportano presunti dialoghi di Zali con una donna. «Frasi che
incitano alla violenza sulle donne che hanno spinto tre presidenti di
partito (il liberale Speziali, il centrista Dadò, il socialista Sirica) a
scrivere a Zali, chiedendogli di chiarire pubblicamente la vicenda. Il
consigliere di Stato ha risposto con un comunicato nel quale parla di violazione
della propria privacy e di registrazioni ottenute illegalmente. Annuncia
inoltre denunce, anche per i tre presidenti di partito. Ma, in maniera
inaccettabile nei confronti dell’opinione pubblica e del ruolo che ricopre, non
entra nel merito della vicenda e prova a dipingersi come vittima».
«Assumersi la responsabilità»
Al di là delle possibili e ipotetiche implicazioni penali della vicenda, che
sono di esclusiva competenza della magistratura, evidenziano gli esponenti
socialisti, «le frasi pronunciate dal consigliere di Stato Zali (che lui non ha
formalmente smentito) indicano un atteggiamento prevaricatore che nulla ha a
che vedere con il comportamento che ci si aspetta da un consigliere di Stato. Sono
frasi e presunte azioni che non possono essere in nessun modo tollerate, anche
se emergono da un dialogo privato diffuso dopo una registrazione illegale.
Riteniamo che Claudio Zali debba assumere fino in fondo la responsabilità del
proprio comportamento».
Il caso del 14.enne alla Farera
A questa situazione complessa e delicata, si legge ancora nella nota, si è
aggiunta l’apertura di un fascicolo in procura per la riunione voluta da Claudi
Zali per discutere il caso del ragazzo detenuto alla Farera. «Le ipotesi di
reato sulle quali il Procuratore generale indaga sono abuso di autorità e
tentata coazione. È certamente data la presunzione di innocenza, ma è un altro
elemento che mette in discussione la possibilità di agire con piena lucidità e
indipendenza da parte del responsabile del settore della giustizia». Il PS
cita anche la vicenda emersa nelle ultime ore che riguarda «la pressione
sull’EOC per l’assunzione di un’amica di Claudio Zali, con minacce di rendere
pubblica la questione e toni intimidatori e ricattatori».
Fare un passo indietro
Alla luce di queste questioni gli esponenti di sinistra
ritengono «che la posizione di Claudio Zali non sia più sostenibile e lo
invitiamo a dare le dimissioni per tutelare il buon nome delle
istituzioni e mantenere nei cittadini la fiducia nel governo, scossa da
comportamenti inaccettabili. Se questo passo indietro non dovesse verificarsi, invitiamo
il Governo ad adottare tutte le misure di sua competenza per tutelare
l’immagine e la credibilità delle istituzioni. Come minimo togliere a Claudio Zali
la competenza della Divisione della giustizia e la Presidenza del gremio
governativo».

