Il commento
Caso Zali, Leoni: «La sua parabola politica è arrivata alla conclusione»
Redazione
25.07.2026 06:50

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il giornalista di TeleTicino e LiberaTV analizza la crisi istituzionale ticinese che vede al centro della bufera il presidente del Consiglio di Stato: «Qualunque sia la strada, Zali non ha più una prospettiva politica. Ora servono risposte chiare all'opinione pubblica».
Nel pieno della crisi istituzionale che sta scuotendo il
Ticino, con al centro il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, il
giornalista di TeleTicino e LiberaTV Andrea Leoni traccia una valutazione netta.
«La parabola politica di Zali è arrivata alla conclusione». A suo giudizio,
resta quindi solo da capire come si chiuderà questo capitolo. «Con
delle dimissioni, con un lungo trascinamento fino alle elezioni oppure, anche
se molto difficilmente, attraverso un voto popolare. Qualunque sia la strada,
però, dopo i fatti e le notizie di questi giorni il direttore del DT non ha più
una prospettiva politica davanti a sé».
Prossimi appuntamenti
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti della
Lega, che martedì 28 luglio incontrerà il consigliere di Stato, mentre venerdì 31
terrà la propria assemblea. «Se fossi un amico di Claudio Zali gli consiglierei
di lasciare», afferma Leoni. «Entrano poi in gioco dinamiche politiche e
psicologiche difficili da prevedere. Credo però che anche la Lega lo metterà di
fronte a un principio di realtà: qualsiasi strada scelga, non esiste più una
via d'uscita positiva». Quanto all'assemblea di venerdì, il giornalista invita
alla prudenza: «Non credo che saranno già presentati i nomi per le Elezioni cantonali
2027. Sarà piuttosto il momento per fare il punto della situazione e tracciare
una linea. Per le candidature, invece, ci sarà ancora tempo».
Le crisi istituzionali del passato e quella attuale
Secondo Leoni, l'attuale vicenda si distingue dalle crisi
istituzionali del passato perché «riguarda direttamente la persona del
consigliere di Stato». Ridimensiona inoltre l'idea di uno «Zali dimezzato». «Ha
restituito le deleghe che gli erano state attribuite durante il precedente
riassetto del Governo, ma il Dipartimento del territorio resta sostanzialmente
nelle sue mani, fatta eccezione per la Divisione delle costruzioni».
Necessità di fare chiarezza
Sul fronte giudiziario e politico, Leoni sottolinea infine la necessità di fare chiarezza. «Sappiamo che è stata aperta un'inchiesta
penale e che Claudio Zali intende fornire una spiegazione sugli audio diffusi.
È bene, tuttavia, ricordare che quelle registrazioni sono state ottenute e
divulgate illegalmente e Zali ha tutto il diritto di essere indignato, perché delle
conversazioni private sono state rese pubbliche. Ma cittadini e giornalisti hanno
altrettanto il diritto di ricevere risposte sulle domande che quegli audio
sollevano, tra cui la questione se abbia davvero picchiato delle donne, così
come chi sia il fantomatico "amico di Milano" di cui parla e altri
aspetti emersi. Credo che il presidente del Consiglio di Stato queste
spiegazioni le debba all'opinione pubblica», conclude Leoni.

