Bellinzona
Cassa malati, quasi 500 persone manifestano contro l’aumento dei premi
Redazione
07.10.2023 19:00

Foto: © Ticinonews
I partecipanti alla dimostrazione hanno dato vita a un vivace corteo che ha sfilato lungo il Viale Stazione fino a Piazza Nosetto.
“Premi in base al
reddito: sì”. È un messaggio chiaro quello lanciato questo pomeriggio a
Bellinzona dalle (circa) 500 persone che hanno deciso di prendere parte alla
mobilitazione lanciata dal Movimento per il socialismo (ma a cui aderisce tutto il fronte progressista) contro il nuovo aumento dei premi cassa malati
annunciato per il 2024.
Il corteo
Il
ritrovo era fissato per le 16 di fronte alla stazione FFS di Bellinzona. Una
volta radunatisi, i partecipanti alla manifestazione hanno dato vita a un
corteo, che ha percorso Viale Stazione e si è fermato a Piazza Nosetto, dove si sono tenuti diversi discorsi per dire “no” a questo
ennesimo aumento dei premi di cassa malati, che oltretutto penalizza il Ticino
rispetto al resto della Svizzera. Una manifestazione che arriva a cinque anni dall’ultima che era stata organizzata proprio qui a Bellinzona, ma allora i partecipanti erano un po’ di meno.
Le rivendicazioni
E alla politica sono state fatte delle richieste ben precise. Il segretario dell’MPS Giuseppe Sergi le ha spiegate a Ticinonews: “Prima di tutto [si rivendica] di congelare gli aumenti dei premi di
assicurazione malattia per il 2024 e di varare tutta una serie di misure che
sono già presenti in vari ambiti: dall’aumento dei sussidi RIPAM al pagamento
dei premi per i figli minorenni. E la rivendicazione di fondo è quella di
cambiare il sistema e di introdurre veramente un’assicurazione sociale con una
cassa malati unica con i premi proporzionali al reddito”. Decisioni, alcune pesanti, che però competono alla politica
federale, non a quella cantonale: “Alcune questioni di fondo, come quella di bloccare i
premi d’assicurazione malattia, competono ai partiti di Governo federale - prosegue Sergi -. Però
ci sono anche una serie di proposte, ad esempio aumentare i limiti dei sussidi,
oppure che il Cantone si assuma i costi per i figli minorenni, che nel breve
termine possono essere fatte a livello cantonale. Quindi è una questione di
volontà e azione politica”.
Il rincaro è in cima alle preoccupazioni dei ticinesi
Lungo il percorso del corteo sono stati scanditi i salari
che ottengono i CEO delle maggiori casse malati svizzere. In alcuni casi si
parla di oltre 70.000 franchi al mese: e quello che la folla rumoreggiante
diceva è che è indegno che una persona che guadagna 4.000 franchi al mese paghi
la stessa somma che paga un CEO. E a tal proposito Ticinonews ha chiesto l’opinione proprio
delle persone che oggi hanno marciato a Bellinzona: “Ho fatto la domanda [di
aiuto per il premio di cassa malati] un paio di mesi fa, e ancora non ho
ricevuto nessuna risposta” - “Se
si fa il diagramma degli aumenti di premi di cassa malati degli ultimi 10 anni
si arricciano i capelli: non sono più 1.000 franchi, ma oltre 10.000”. L’aumento dei premi di cassa malati è anche in cima alle
preoccupazioni anche dei giovani: “Sì, quello e tutti gli altri aumenti dei
costi della vita, mentre invece i nostri salari non aumentano per niente”, conferma
una giovane ragazza ai microfoni di Ticinonews.
La cassa malati unica è una delle varie soluzioni
Una delle rivendicazioni principali dei manifestanti è quella
di una cassa malati unica, ma proprio ieri il consigliere federale uscente Alain Berset (PS) ha dichiarato che questa non è la soluzione per porre freno ai costi, al massimo
ci sarebbe maggiore trasparenza. Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito
Socialista, ci ha fornito il seguente commento in merito: “Sicuramente ci
sarebbe più trasparenza e questo sarebbe un elemento fondamentale per poter
uscire a entrare nel sistema. Ma i costi si ridurrebbero. Evidentemente non è l’unica
delle soluzioni, ma questa è una delle varie. Un’altra è rendere i premi proporzionali
al reddito, perché questa è la vera emergenza sociale del nostro Paese”.
Il PS è pronto a lottare, anche con il referendum
Più sussidi per chi ha necessità, eppure a Palazzo delle
Orsoline sembra si voglia andare in una direzione opposta. Il PS è pronto al
referendum? “Assolutamente sì - conferma a Ticinonews Sirica -. Io è da un anno
che dico che non so come faranno a tagliare 100.000 milioni di franchi senza
tagliare i sussidi di cassa malati. E ci rendiamo conto ora che c’è un 10% di
aumento dei costi per ogni famiglia? Ci rendiamo conto che è assurdo? Se questa
decisione assurda verrà presa noi combatteremo con tutti i mezzi, anche il
referendum, contro questa proposta”. Secondo il co-presidente del PS torneremo anche a votare
nuovamente per una cassa malati unica: “Il nostro partito questa lotta la vive
come l’AVS, il voto alle donne, delle battaglie che ci vogliono decenni delle
volte per arrivare, ma è giusta e quindi prima o poi la vinceremo”.

