Ticino
Casse malati, la nuova “stangata” sui premi al centro degli editoriali dei quotidiani
Redazione
27.09.2024 08:24

Foto: ©Chiara Zocchetti
I due giornali ticinesi dedicano ampio spazio al rincaro a cui andranno incontro i cittadini del nostro cantone. Galli (Corriere del Ticino): "La politica non riesce a tenere l’evoluzione dei costi sotto controllo". Agosta (laRegione): "Situazione prossima allo schianto".
"La terza stangata consecutiva sui
premi di cassa malati farà male e peserà su molti bilanci familiari”. Inizia così l’editoriale
di Giavanni Galli sulla nuova “stangata” sui premi di cassa malati. Il
giornalista del Corriere del Ticino, responsabile della politica federale,
ricorda che nel nostro cantone, per un nucleo di
quattro persone con due figli minorenni, l’aggravio calcolato sul premio medio sarà
di quasi 1’500 franchi all’anno. Un incremento notevole, la cui causa
principale è legata ai costi del sistema sanitario, spinti verso l’alto “dall’invecchiamento
della popolazione, dai progressi della medicina e dal sempre maggiore consumo
di prestazioni”. E proprio in Ticino i costi risultano al di sopra della media: ”Nel 2023, quelli pro
capite sono aumentati del 7,5%, nel resto del Paese del 4,6%”.
Le responsabilità della politica
Nel suo
editoriale Galli ricorda anche come la politica non sia riuscita ad arginare
questa impennata dei costi, ostacolata spesso “dai veti incrociati delle sue
lobby, dai continui scaricabarile e da conflitti fra livelli istituzionali”. Le
resistenze ai cambiamenti sono forti “e gli incentivi negativi duri da
eliminare. Il sistema, prove alla mano, è allergico alle rivoluzioni e
preferisce le riforme”.
Quali soluzioni?
Ma come
provare a invertire questa tendenza? Un aiuto in tal senso potrebbe venire dalla
votazione del 24 novembre sul finanziamento uniforme delle prestazioni
ambulatoriali e ospedaliere (Efas). Le prospettive non sembrano tuttavia essere
favorevoli, dato che la riforma vedrà schierati tra gli avversari i sindacati.
Inoltre, PS e UDC “sono divisi” sul tema. In ogni caso, secondo Galli, occorrerà
anche intervenire “per ridurre i prezzi dei medicamenti e delle
analisi di laboratorio, mettere in atto una vera pianificazione ospedaliera
regionale, ridurre la burocrazia, frenare l’ampliamento del catalogo delle
prestazioni nell’assicurazione di base e prevedere l’introduzione di nuovi
modelli assicurativi”.
L'appello inascoltato del Ticino
Dalle colonne de laRegione, Giacomo Agosta
ricorda come sia rimasto “lettera morta” l’appello lanciato negli scorsi giorni
dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento sanità e socialità
Raffaele De Rosa e dalla Deputazione ticinese alle Camere federale affinché
l’aumento dei premi di cassa malati per il Ticino non superasse la media
nazionale.
“Situazione prossima allo schianto”
La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider,
durante la conferenza stampa di ieri, ha invece rammentato come in Ticino vi
sia un’altissima densità di studi medici. Una condizione a cui il Consiglio di
Stato “cerca di porre rimedio con il cosiddetto ‘modello di regressione’, che
dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno”. Gli effetti si vedranno però solo
tra parecchio tempo. Nel frattempo “la situazione è prossima allo schianto”, conclude Agosta.

