Sanità
Centromedico passa a Swiss Medical Network. "Più sinergie, ma attenzione ai rischi"
Redazione
09.10.2024 21:06

Carlo De Pietro, economista e professore di politiche sanitarie alla SUPSI, analizza la notizia del rafforzamento della posizione di Swiss Medical Network in Ticino. "Difficile prevedere gli effetti per l'EOC".
È di ieri la notizia che Swiss Medical Network ha acquisito "PDS Medical SA", che gestisce dieci ambulatori medici
nel Canton Ticino con il marchio "Centromedico". Con questa acquisizione, Swiss
Medical Network rafforza la sua posizione nel nostro cantone e pone le basi per
la sua seconda regione di cure integrate in Svizzera "Rete Sant’Anna". Per un commento sull’operazione,
ma soprattutto per cercare di comprendere meglio l'impatto sul sistema
sanitario ticinese, Ticinoenws ha interpellato Carlo De Pietro, economista e
professore di politiche sanitarie alla SUPSI.
La
prima domanda da porsi è se questo modello di cure integrate rappresenta
davvero un cambio di paradigma nel sistema sanitario. “Non so se sia davvero
così – risponde De Pietro –. Alle nostre latitudini questi modelli di
integrazione hanno faticato maggiormente ad arrivare. La proposta è stata suggerita
meno dagli assicuratori e adottata in misura minore dagli assicurati”. Si parla comunque di un cambio di paradigma “e io mi immagino un'integrazione incredibilmente più
intensa di quella che già esiste su modelli alternativi con alcuni assicuratori
sparsi per la Svizzera”.
Vantaggi e rischi
Oltre
alla presa a carico completa e integrata, l'acquisizione permetterà al gruppo
di ottenere il lato ospedaliero e una maggior presenza nel settore ambulatoriale. A
tal proposito “gli aspetti positivi riguardano anzitutto la clinica, perché se
l'ambulatorio e la clinica si conoscono e hanno magari iniziano a costruire un
meccanismo per trasferire le informazioni, ciò consente di evitare
gli esami ripetuti e di adottare protocolli ambulatoriali comuni e integrati. Tutto
questo può essere molto positivo”. È chiaro che dall'altra parte, “queste concentrazioni
comportano il rischio di una limitazione di scelta, con la gente che sarà
indotta a recarsi presso una struttura che fa parte della rete”. Il rischio, in
generale, “è che venga suggerita una struttura che non sia quella realmente
ottimale per la persona, bensì una subottimale, con cui però si hanno magari
ottimi rapporti o anche delle convenienze economiche”.
Quali conseguenze per l'EOC?
L'integrazione,
come detto, rafforza la posizione del gruppo Swiss Medical Network in Ticino.
Ci si chiede se ciò possa avere un effetto sul ruolo dell'Ente Ospedaliero
Cantonale nel nostro cantone. “È chiaro che se le cure primarie, i medici di
famiglia e anche gli specialisti, appartengono principalmente a una rete che ha i
propri ospedali all'interno, l'EOC si trova sguarnito. In precedenza era infatti uno dei
provider ospedalieri tra i diversi, mentre ora è il provider ospedaliero al di fuori
della rete a cui appartengono molti prescrittori”. Si parla tuttavia “di
impatti possibili, di medio-lungo periodo e complessi da prevedere,
perché le strade possono essere molte, con risvolti più positivi o più
problematici”, conclude De Pietro.

