L’interrogazione
Chat con contenuti pedopornografici a scuola, “il DECS ha i mezzi per contrastare questo fenomeno?”
Redazione
24.10.2022 20:27

Foto: © Shutterstock
È quanto chiede un’interrogazione al Consiglio di Stato presentata da Massimiliano Robbiani. La Direzione dell’istituto alle famiglie degli alunni: “vi invitiamo a parlarne con i vostri figli per valutare se e come il loro benessere emotivo sia stato turbato da questi video”.
“La
direzione della scuola media è venuta a conoscenza del fatto che nella chat
WhatsApp di almeno due classi della nostra scuola sono stati postati dei video
a carattere pedopornografico”. Inizia così la lettera ricevuta settimana scorsa
dai genitori degli allievi di un istituto scolastico ticinese. Non si sa a
quando risalgono i fatti, ma la direzione, stando allo scritto, ne è venuta a conoscenza
lo scorso 19 ottobre e il giorno dopo ha scritto alle famiglie degli
studenti. “Temiamo, purtroppo, che anche nelle chat delle altre classi questi
video siano stati condivisi. Non sappiamo chi dei vostri figli abbia visionato
questo materiale, ma ad ogni modo vi invitiamo a parlarne con vostro/a figlio/a
per valutare se e come il suo benessere emotivo sia stato turbato da questi
video”.
Interventi mirati per affrontare il problema
Nella lettera inviata dall'istituto scolastico alle famiglie, si può leggere come la scuola interessata stia pensando di "organizzare degli interventi mirati con le classi per affrontare questa emergenza" oltre alle abituali attività di prevenzione.
“Il DECS cosa fa per contrastare questi fenomeni?”
Quanto
accaduto ha portato il deputato leghista Massimiliano Robbiani ad interrogare
il Consiglio di Stato. Tre le domande poste al governo: “Fatti
simili all’interno delle nostre infrastrutture scolastiche è cosa rara, o
avviene frequentemente? Se sì, a parte ad avvisare i genitori delle allieve e
degli allievi, come si sta muovendo il DECS per contrastare questo fenomeno? Il
DECS ha i mezzi adatti per farlo? Se si, quali?”

