Ticino
Chiusura della Casa dello Studente? Il SISA: "Un grave ostacolo all’accesso all’istruzione"
Redazione
01.04.2025 11:06

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti rileva "con preoccupazione" l’assenza di un’alternativa concreta alla struttura bellinzonese. "Si rischia di ampliare ulteriormente il divario tra gli allievi residenti in aree urbane e quelli che vivono in zone più isolate".
Una “ferma opposizione” alla decisione di chiudere la Casa dello Studente
al termine dell’anno scolastico 2024-2025. È quella espressa dal Sindacato
Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) in una missiva inviata al
Consiglio di Stato. “Riteniamo che tale provvedimento costituisca un grave
ostacolo all’accesso all’istruzione per gli studenti provenienti da zone
periferiche e con limitate risorse economiche”, si legge nel documento, che è
firmato anche da organizzazioni politiche, giovanili e studentesche, e dai
genitori degli allievi che alloggiano presso la struttura. Struttura “che ha
storicamente svolto un ruolo fondamentale nel garantire pari opportunità di
formazione ai giovani ticinesi, specialmente dopo la chiusura dell’analoga casa
a Lugano”.
La mancanza di alternative
I firmatari rilevano “con preoccupazione” l’assenza di un’alternativa
concreta alla chiusura della Casa dello Studente. Già in passato, la
Commissione della Gestione del Gran Consiglio aveva esortato l’Esecutivo
cantonale a individuare una nuova sede, con la possibilità di fruire della
refezione (colazione e cena) e di una sorveglianza per i minorenni, per la
struttura di Lugano. Raccomandazione che a distanza di dodici anni “pare essere
ormai caduta nel vuoto”. La mancata predisposizione di un piano sostitutivo “rischia
di ampliare ulteriormente il divario tra gli allievi residenti in aree urbane e
quelli che vivono in zone più isolate”. Una situazione “confermataci proprio
dai genitori degli studenti che risiedono presso lo stabile bellinzonese, i
quali si sono detti preoccupati per la sistemazione dei loro figli a partire
dal prossimo anno scolastico”.
Le proposte
Le motivazioni di
carattere finanziario addotte riguardanti la parziale occupazione delle camere
negli ultimi anni e il relativo disavanzo sono ritenute "deboli" dai firmatari. È infatti
necessario sottolineare "che il fine primario della Casa dello Studente non è
certo il profitto, bensì il servizio pubblico al fine di sopperire a esigenze
anche di carattere sociale”. Inoltre la retta annuale – pari a 6’300 franchi – "rappresenta un onere significativo per molte famiglie, con conseguente
possibile riduzione degli iscritti”. Invece di chiudere la struttura “sarebbe
quindi opportuno valutare misure alternative, non da ultimo la riduzione delle
rette o perlomeno un potenziamento del sistema di borse di studio, per
incentivare una maggiore adesione”.
Il tema del trasporto pubblico
Neppure la
giustificazione basata sulla capillarità e sulla frequenza dei trasporti
pubblici convince le associazioni. Pur riconoscendo gli importanti miglioramenti in
questo ambito, “non si può scordare che due anni fa il Cantone ha ridotto i
contributi destinati al trasporto pubblico con un taglio di 5 milioni, mentre
le tariffe degli abbonamenti hanno subìto aumenti significativi pari al 20%”.
In altre realtà svizzere, come Ginevra, “sono stati invece adottati modelli
virtuosi che prevedono la gratuità dei mezzi di trasporto per i ragazzi fino ai
25 anni, favorendo così una mobilità sostenibile e accessibile”.
Le richieste
In conclusione, si
chiede Consiglio di Stato di riconsiderare la decisione e di adottare misure
che garantiscano soluzioni abitative per gli studenti fuori sede. La scelta del
percorso formativo “deve basarsi sugli interessi e sulle aspirazioni dei
giovani, e non essere determinata da ostacoli logistici ed economici”.

