Le reazioni
«Ci è voluto troppo tempo»: CH Media critica la gestione del caso Zali
Redazione
30.07.2026 23:00

Foto: ©KEYSTONE/SAMUEL GOLAY
«Una bomba», «uno scandalo», «una tensione diventata insostenibile». Sono queste le parole scelte dai media d'Oltralpe che si sono chinati sul caso Zali. Noi abbiamo raccolto l'analisi di un giornalista politico delle testate CH Media.
Su Bellinzona, negli scorsi giorni, c’è stato anche lo
sguardo dei media nazionali. Le voci sono concordi nel parlare di una vera e
propria crisi istituzionale. Quella che il Blick ha definito una vera e propria «bomba» nel cantone meridionale, sottolineando lo scalpore suscitato
dalla vicenda. Sulla stessa linea anche il Tagesanzeiger, che ha parlato di
tensione altissima in Ticino, a causa delle accuse legate ai tre episodi che
sarebbero avvenuti negli ultimi anni. La parola scelta dalla NZZ è «scandalo»,
con una pressione su Claudio Zali che negli scorsi giorni era diventata
«insostenibile». Il foglio zurighese traccia anche un quadro del punto stampa
del governo di ieri, definito «cupo», e sottolineando la tensione sul volto di
Marina Carobbio. Spostandoci in Svizzera romanda Le Matin parla delle
dimissioni di un Claudio Zali «nella tormenta», che denuncia un «linciaggio
mediatico». Il portale Watson, dal canto suo, spiega ai nostri connazionali
perché in Ticino non si terranno elezioni suppletive per sostituire il consigliere di Stato al centro della bufera.
Kälin: «Comportamento incompatibile con la carica che ricopriva»
A differenza degli altri Cantoni, il nostro Esecutivo è
eletto con un sistema proporzionale. La notizia, però, non ha mancato di
varcare i confini nazionali. Nella vicina Penisola è anche il Post a chinarsi
sulle dimissioni di Zali, causate da quello che è definito un «grosso
scandalo». La politica ha parlato di un passo indietro dovuto. Un’opinione
simile a quella del giornalista politico di CH Media Kari Kälin. «Zali ha fatto il primo passo, quello che
secondo me doveva fare, anche se continua a considerarsi vittima di una
campagna politico-mediatica. Anche il Governo, finalmente, ha fatto ciò che
doveva fare. Ora la strada per uscire dalla crisi istituzionale è aperta. Il
problema, però, non è il Ticino o il Governo ticinese: è il comportamento di
una persona, incompatibile con la carica che ricopriva», osserva Kälin.
Gestione del caso da parte del Governo
Sotto analisi da parte degli osservatori c’era anche la
gestione del caso da parte del Consiglio di Stato. «Ieri il Governo ha
finalmente trovato parole chiare. Soprattutto la presidente Marina Carobbio, che
si è espressa in modo netto, parlando di comportamenti inaccettabili. Tuttavia,
ci è voluto troppo tempo per arrivare a una posizione comune e adeguata alla
situazione. Qualcuno si sarebbe aspettato queste parole già prima», conclude il
giornalista di CH Media.

