Lupo
Ci si scontra ancora sui numeri del lupo
Domitilla Cerclé
15.11.2022 17:50

Foto: © Shutterstock
L'Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori e il Gruppo Lupo Svizzera si scontrano. Vengono contestati i dati sul livello di protezione del bestiame.
Scontro
di opinioni tra Associazione per la protezione del territorio dai grandi
predatori (APTdaiGP) e Gruppo Lupo Svizzera. In una nota giunta oggi da parte dell’Associazione,
vengono contestati i dati forniti dal gruppo di protezione dei lupi.
Questione di numeri
Il
punto principale messo in causa dall’APTdaiGP è l’affermazione del Gruppo Lupo
Svizzera, secondo cui “il 98% degli animali da reddito uccisi dai lupi in
Ticino era privo di protezione del gregge”. Affermazione falsa secondo la controparte,
che evidenzia come “nel 34% dei casi gli animali erano "non adeguatamente
protetti" (definizione Ufficio caccia e pesca). Significa che gli
allevatori avevano cercato di proteggere i propri animali ma che, nonostante
ciò, il lupo era riuscito ugualmente a predare o a fare strage”. “Soltanto nel
9% dei casi segnalati quest'anno -
prosegue l’Associazione nella nota - gli animali sono stati definiti come
"non protetti". Significa che in questi casi, secondo le valutazioni
dell’UCP e della Consulenza agricola, l’allevatore avrebbe potuto/dovuto
proteggere meglio gli animali”. Viene inoltre ricordato come il 70% degli alpeggi
ticinesi sia definito come “non proteggibile” dallo studio pilota di Agridea,
finanziato dalla Confederazione e dal Cantone.
“Ignoranza da parte del Gruppo Lupo Svizzera”
Altro
punto toccato dall’APTdaiGP è l’affermazione del Gruppo di protezione dei lupi,
secondo cui “il rifiuto di proteggere le mandrie è scandaloso e viene usato
impropriamente per esercitare pressioni sulle decisioni politiche in sospeso”. “È
evidente che per il Gruppo Lupo Svizzera il concetto di "non
proteggibilità" rimane attivamente o passivamente sconosciuto”, accusa l’APTdaiGP.
“Questa ignoranza non ha impedito loro di formulare intollerabili processi alle
intenzioni. Questa è un’affermazione grave e assolutamente inaccettabile verso
le vere vittime delle predazioni”, siccome “il lupo è riuscito ad entrare all’interno
di recinzioni elettrificate realizzate a regola d’arte”.

