Claudio Zali lascia il Governo, e in conferenza stampa non si presenta
Red. Online
29.07.2026 13:45

Foto: ©CdT/Gabriele Putzu
Dimissioni previste per la fine di settembre 2026 – Al suo posto Piero Marchesi – Marina Carobbio Guscetti, nuova presidente: «È un momento molto delicato e difficile»
Caso Zali, il Governo: «L'obiettivo è restituire fiducia ai cittadini»
L’Esecutivo non è stato risparmiato da dure critiche per come è stata gestita finora la vicenda - Carobbio: «Spero che adesso ci sia la possibilità di fare tutti assieme l'interesse di questo Cantone»
Critiche all'Esecutivo
I prossimi passi
Collettivi in piazza a Bellinzona per dire «no» alla violenza di genere
Malgrado le dimissioni del consigliere di Stato Claudio Zali, il presidio organizzato dal Collettivo Io l'8 ogni giorno si è tenuto ugualmente - Lepori Sergi: «Quanto abbiamo sentito in questi giorni sono esternazioni particolarmente gravi, provenienti da qualcuno che faceva parte del Governo»
Riguarda la puntata di Detto tra Noi
Sirica: «Marchesi è stato inelegante»
Piccaluga e l'alleanza con l'UDC: «Corriamo da soli»
Piccaluga sul Mattino: «È un giornale come un altro»
Ancora Piccaluga: «Quando Claudio smentisce, mi sento di dire che forse ha ragione»
Piccaluga: «Non spettava a noi tirar giù Zali»
Scarinci: «Strappo fra Governo e popolazione»
Sirica: «Le conseguenze politiche non potevano che essere queste»
Piccaluga: «Tante ore al telefono, tante notti insonni»
L'ex consigliere di Stato Beltraminelli: «Un ottimo collega, molto impegnato»

Dimissioni di Zali, le reazioni della politica: «Un gesto dovuto»
Secondo il co-presidente socialista Fabrizio Sirica, questa scelta è l'unica che permetterà di guardare avanti - Il presidente del PLR Alessandro Speziali: «Il Governo deve concentrarsi sul suo funzionamento - Giorgio Fonio (Il Centro): «La priorità è ridare fiducia alla popolazione»
La missiva
Speziali:« Si lavori sulla prospettiva immediata»
Fonio: «La pressione era cresciuta»
I Verdi: «La violenza contro le donne, un tema sentito oltre gli steccati politici»
Riguarda la conferenza stampa del Governo
È ufficiale: dopo Zali, Piero Marchesi in Governo
«Dovremo lavorare insieme nell'interesse del cantone»
Carobbio Guscetti: «Dovremo lavorare insieme nell'interesse del cantone. Succede di avere cinque rappresentanti di partiti diversi. Sono le persone scelte dalla popolazione. Lavoreremo insieme anche nella diversità delle opinioni politiche per trovare soluzioni di fronte alle grandi sfide di questo cantone».
«Zali aveva il suo stile e i suoi modi, diverso è il merito delle frasi pronunciate»
De Rosa: «Ogni persona ha la sua personalità, ha i suoi modi, ha il suo stile. Il collega è stato democraticamente eletto ed è in Consiglio di Stato da tanti anni e anche voi giornalisti avete potuto conoscere il suo stile. È un dato di fatto di cui va preso atto. Diverso è il merito. E determinate frasi e determinati concetti non sono tollerabili. Sono piani diversi. Stile, questioni della vita privata e altri aspetti che sono di interesse pubblico».
Carobbio Guscetti: «Vorrei ricordare che nel caso del minorenne è stata aperta un'istruttoria da parte del Ministero pubblico al quale spetterà, eventualmente, dare altre spiegazioni».
«Il lavoro del Governo non può fermarsi»
Carobbio Guscetti: «Un subingresso può sempre capitare. Il Governo deve garantire la continuità del lavoro sui dossier aperti, nelle discussioni con il Parlamento e nei servizi rivolti ai cittadini. Da qui le decisioni spiegate oggi, a seguito della gravità della situazione e della necessità di andare avanti. Noi siamo anche direttori di Dipartimenti e continuiamo a svolgere questo compito. Il Governo, nella nuova composizione, farà le giuste valutazioni al suo interno. Siamo consapevoli che è un momento molto delicato e difficile».
Certe situazioni non si devono più ripetere
Carobbio Guscetti: «C'è stata una discussione che proseguirà, anche approfondimenti su quanto avvenuto e che non dovrà più avvenire. Vogliamo evitare che queste situazioni si ripetano. Le verifiche le abbiamo fatte e continueremo a farle. Risponderemo anche agli atti parlamentari».
«Non è stato facile per noi affrontare questa situazione»
Carobbio Guscetti: «Questa è una presa di posizione personale, non del collegio governativo. Così come non è stata richiesta dal Consiglio di Stato. Zali si assume la responsabilità di quello che ha detto e che ha scritto e se lo riterrà risponderà alle vostre domande. Noi rispondiamo per quello che ci compete. E condanniamo ogni forma di violenza, compresa quella verbale. Bisogna ristabilire la credibilità nelle istituzioni e la fiducia della popolazione. Non è una situazione facile per nessuno, neppure per il Consiglio di Stato. È possibile che avremmo dovuto dire delle cose prima, più velocemente. Però penso che la credibilità delle istituzioni passa anche dal ponderare le decisioni che vengono prese e nell'affrontarle. Lo abbiamo affrontato in una settimana difficile per il cantone, per la popolazione, per chi lavora nell'Amministrazione cantonale, ma anche per i consiglieri di Stato. Ci sono anche delle situazioni personali difficili e affrontare questa situazione non è stato facile nemmeno per noi e nemmeno per me come donna».
La lettera di dimissioni di Zali
Carobbio Guscetti: «Vi leggo la lettera che ci è stata consegnata da Claudio Zali, indirizzata al Consiglio di Stato. "Dimissioni – Cara vicepresidente, cari colleghi, la presente ad ogni effetto di legge, per comunicare la mia rinuncia alla carica di consigliere di Stato, con effetto al 30 settembre 2026. Con effetto immediato rinuncio anche alla carica di presidente del collegio governativo. Cordiali saluti. Claudio Zali". Come detto più volte, abbiamo già discusso ieri della questione della presidenza. Questa mattina abbiamo fatto una formalizzazione delle nostre decisioni. Il consigliere Zali ci ha consegnato la sua presa di posizione personale poco prima che diventasse pubblica».
Carobbio Guscetti: «Noi abbiamo discusso giovedì della questione che ci sembrava urgente della responsabilità dei settori Magistratura e Polizia. Abbiamo discusso sulla presidenza e chiesto di rinunciare alla presidenza. Sapevamo che la questione della carica di consigliere di Stato è una decisione che va presa autonomamente. Non entro nel merito delle discussioni, che sono state molto lunghe».
Il «mea culpa» di De Rosa sulla mail all'EOC
Carobbio Guscetti (sugli audio): «La nostra posizione è chiara. La violenza e l'incitazione alla violenza verbale è inammissibile. E non riguarda la sfera privata. Non accettiamo che un rappresentante delle istituzioni possa pronunciare queste parole».
De Rosa (sulla mail all'EOC): «Per quanto riguarda la mail del collega all'EOC, nella quale ero in copia, a distanza di oltre 6 anni e fuori dalla situazione contingente nella quale ci trovavamo durante la pandemia, il Consiglio di Stato si è già espresso sui toni e sui contenuti della mail ritenendoli "discutibili". E io stesso riconosco l'inadeguatezza di questi toni e contenuti e mi dispiace sinceramente se non ho dato la giusta attenzione e priorità che all'epoca erano tutte orientate alla lotta contro il virus. Detto questo, il Consiglio di Stato si è espresso sulle modalità e nei torni, mentre nel merito verrà data risposta all'atto parlamentare pendente».
Carobbio Guscetti (sul minorenne detenuto alla Farera): «C'è stata la seduta straordinaria di giovedì e in quella giornata il Consiglio di Stato ha appreso dell'apertura di un'istruttoria da parte del Ministero pubblico e abbiamo chiesto la rinuncia della responsabilità politica di Magistratura e Polizia. Del caso, lo sapete, se ne sta occupando anche l'Alta vigilanza parlamentare».
«Era corretto procedere con queste valutazioni al nostro interno»
Carobbio Guscetti: «Non credo che la responsabilità istituzionale si misuri sulla rapidità di una dichiarazione, ma sulla serietà con cui si affrontano situazioni delicate. Noi, in un contesto difficile, abbiamo fatto tre sedute di Consiglio di Stato. Giovedì abbiamo deciso di togliere la responsabilità della Magistratura e della Polizia. Ieri e oggi abbiamo fatto altre due riunioni in cui abbiamo discusso e preso delle decisioni. Per quanto riguarda il fatto di ritenere inaccettabili delle dichiarazioni violente, lo abbiamo detto subito nelle prese di posizione pubbliche. Era corretto procedere con queste valutazioni al nostro interno. Le discussioni sono state lunghe e importanti. Togliere delle competenze a un collega non è una decisione semplice e presa alla leggera».
Vitta: «La priorità giovedì è stata dato sulla tematica delle competente su Magistratura e Polizia. Il tema della presidenza è stato affrontato ieri. Siamo anche in estate in cui non ci sono riunioni e sedute del Consiglio di Stato se non quelle straordinarie. Ieri la discussione è stata affrontata e oggi è stata formalizzata la decisione che vi è stata comunicata».
Gobbi non commenta la presa di posizione della Lega
Gobbi: «Quando si diventa consiglieri di Stato si è consiglieri di Stato del canton Ticino e non di un partito. Quindi, non rispondo. Può rivolgere la domanda al coordinatore del Movimento».
«Destituire un collega non è una competenza del Consiglio di Stato»
Gobbi: «La competenza pertinente al Governo è di attribuire la presidenza – come discusso ieri – e dei dipartimenti – nella riunione di giovedì scorso. Quando una persona è eletta, anche se si trova sotto inchiesta penale, questa persona rimane eletta. Può autosospendersi, ma fino a una decisione cresciuta in giudicato di carattere penale con reati contrari alla dignità della carica, la persona rimane al suo posto. Destituire un proprio collega è una non competenza del Consiglio di Stato. E ci mancherebbe, perché sarebbe molto problematico».
Al Governo una lettera formale di dimissioni
Carobbio Guscetti: «Il consigliere di Stato ha informato il Governo sulla sua decisione di lasciare alla fine di settembre. L'informazione data ai media è un'informazione personale, non del Governo. Al Consiglio di Stato ha dato una lettera formale di lasciare la carica».
L'assenza di Zali
Carobbio Guscetti: «Zali ha dato un'informazione questa mattina, le sue motivazioni sulla decisione di lasciare il Consiglio di Stato. Noi, come Governo, abbiamo ritenuto indispensabile presentarvi quello che è successo in questi giorni, le decisioni prese e che cosa succederà nei prossimi giorni e per rispondere alle vostre domande in una situazione molto difficile per il cantone. Il consigliere di Stato Zali, se lo vorrà, potrà prendere ulteriormente posizione e rispondere alle vostre domande nei prossimi giorni».

